martedì 27 maggio 2014

fucile da sopravvivenza: Crossfire MK1

categoria: armi da fuoco


Fucile a doppia canna a funzionamento indipendente, singolo grilletto con selettore. La canna superiore, liscia, spara il proiettile calibro 12 con funzionamento a pompa e dispone di un serbatoio per quattro cartucce; la canna inferiore, rigata, spara il proiettile .223 R (5,56x45 mm) e dispone di un caricatore amovibile da cinque cartucce compatibile AR 15.

Il suo illustre "antenato" è lo Springfield Armory M6 Scout cal .22/.410, arma da sopravvivenza per i piloti americani

Nella scia dei fucili a doppio uso sono da citare due interessanti armi:

a) un fucile a canna liscia montato sotto un M16/Car 15

Quest'arma ha avuto un debutto cinematografico nel film di fantascienza "predator":


b) la risposta russa sembra essere un'arma di derivazione AK-74 in calibro 5,45/12,7 mm, denominata 80.002, un fucile d'assalto combinato ad un lanciagranate. Questo prototipo è stato sviluppato presso TsNIITochMash da Yu.V. Minaev, VI Chelikin, e GA Yanov tra il 1975 e il 1979. l'80,002 non è stato accettato per il servizio.



Una divagazione da appassionato di fantascienza: se si sta approntando una missione "spaziale" .... l'arma da sopravvivenza ideale potrebbe essere l'M41-A Pulse in dotazione ai Colonial Marines, un'arma a impulsi/granate da 30 mm come quello visto nel film "Aliens":
riproduzione ispirata al fucile M41-A Pulse

Uno dei Colonial Marines, Frost, non disdegna come back-up un obsoleto ma affidabile fucile a pompa calibro 12 





sfogliando vecchie riviste: lampada ad acetilene

categoria: vecchie riviste, luce

Mescolando carburo di calcio e acqua si ottiene acetilene, un gas infiammabile.

CaC2 + 2H2O ---> Ca(OH)2 + C2H2



Questo articolo illustra come costruire una lampada ad acetilene, la stessa usata dai minatori prima dell'introduzione delle lampade elettriche, sulle carrozze a cavallo, ecc.

La foto e l'illustrazione sopra mostrano il funzionamento della lampada da minatore.

Lampada ad acetilene per carrozza




sabato 24 maggio 2014

perse le ultime speranze di ritrovare i naufraghi. Ricerche interrotte per i quattro velisti della "Cheeki Rafiki"


categoria: cronache

Il ritrovamento delle zattere a bordo della «Cheeki Rafiki» ha spento le speranze dei familiari e degli amici dei quattro velisti scomparsi nell'Oceano 
Atlantico di ritorno da una regata ad Antigua. Le ricerche sono state  definitivamente interrotte dopo che una nave militare Usa ha individuato lo scafo capovolto dell'imbarcazione e con le zattere di salvataggio non utilizzate e ancora a bordo.
Il 16 maggio si erano perse le tracce della barca e del suo equipaggio. Da martedì scorso, da un ultimo segnale di distress (la richiesta di soccorso), dei velisti inglesi Paul Goslin, 56 anni, Steve Warren, 52, Andrew Bridge, 22, e James Male, 23, non si sapeva più nulla. L'unica speranza era che fossero riusciti a lanciare le zattere in mare e fossero sopravvissuti al freddo e alle pessime condizioni meteo.

giovedì 22 maggio 2014

LA MANUTENZIONE DELLE ARMI

categoria: armi da fuoco

Durante la caccia le armi utilizzate nell'attività venatoria (fucili) sono esposte alle intemperie e occorre prendere alcune precauzioni per evitare di rovinarle e rischiare anche pericolosi incidenti.
Il primo esempio, banale, è quello del cacciatore che, sotto la pioggia, porta a tracolla il suo fucile con le canne rivolte verso l'alto, scorge la preda, non pensa ad altro che a quella e fa fuoco con mezzo litro di acqua nella canna; succede anche di otturare involontariamente le canne del fucile, per esempio con del fango, magari in seguito a uno scivolone. Due situazioni pericolose abbastanza frequenti e tali da mettere a repentaglio l'incolumità di chi spara. Il concetto di manutenzione quindi significa non solo pulire lo "schioppo" al rientro, ma pensare anche a quello che facciamo, in ogni momento quando si maneggia qualsiasi arma da fuoco.
Molti fucili non sono dotati di sicure automatiche come quella al percussore delle 
pistole, quindi va da sé che con bascula
chiusa e cartucce in camera, basta un colpo secco sul calcio o sulla volata per fare
 sparare involontariamente l'arma. In determinati casi non serve a nulla mettere la
sicura, che nella maggior parte delle volte
 blocca solo il grilletto, ma bisogna semplicemente aprire la bascula, soprattutto quando si percorrono tratti di terreno difficili, friabili e sdrucciolevoli.

Quando si deve riporre l’arma è bene lavarla senza però inondare i meccanismi per poi lasciarle asciugare completamente, infine una bella pennellata di olio alle bruniture, una ricca scovolata alle canne, e magari un po' di cera d'api sui legni.

lunedì 19 maggio 2014

Film: l'urlo dell'odio. The edge

categoria: film


L'urlo dell'odio (The Edge) è un film del 1997 diretto da Lee Tamahori. Interpreti principali: Anthony Hopkins (Charles Morse) e Alec Baldwin (Robert Green)
Il messaggio del film può essere questo: un uomo con un bagaglio di conoscenze non si dispera, può formulare un piano e attuarlo. Può cercare nella sua testa l’informazione che può aiutarlo a sopravvivere o trarre conforto dall’aver letto che altri hanno superato prove simili.
La domanda posta agli spettatori è in bella vista nella locandina del film: cosa succede se il tuo nemico è la tua unica possibilità di salvezza?
Trama:
Charles Morse è un miliardario che si trova in Alaska con la moglie e modella, il fotografo Robert Green, l'assistente Stephen e l'intera troupe, per un servizio fotografico.
Durante il tragitto e il soggiorno nella baita si viene a sapere del rischio connesso con il volo a bassa quota ed incappare in uno stormo di uccelli e di come gli orsi sono attirati dall’odore del cibo.
Morse compie gli anni e riceve in regalo un bel coltello pieghevole dalla moglie.
Morse ha una cultura enciclopedica e divora curioso ogni libro, l’ultimo dei quali parla della vita nei boschi e sopravvivenza. Per sua stessa ammissione tutto il suo sapere è solo teorico e non ha mai dovuto affrontare prove fisiche. A causa dei suoi soldi non è in grado di sapere mai se la persona vicino a lui è veramente un amico o è interessato solo al suo denaro; è innamorato della moglie, ma sospetta che lei abbia una relazione con Green.
Nella baita dove sono ospitati c’è una foto di un indiano che Green vorrebbe usare come soggetto del servizio fotografico e convince gli altri ad andare con l’idroplano dove abita; con lui vanno Charles, Stephen.
Vicino alla baita dell’indiano, assente, Morse osserva una trappola per orsi, una buca ricoperta con rami di albero e sul cui fondo ci sono delle punte di legno. L’indiano ha lasciato scritto la sua destinazione e il gruppo decide una deviazione per cercarlo.
Durante il viaggio l'aeroplano incappa in uno stormo di uccelli che danneggiano l'elica del velivolo, facendolo precipitare in un lago. Il pilota muore sul colpo e i tre uomini si trovano sperduti nella foresta.
Per una grave superficialità non è stato comunicato un cambio di rotta e quindi i tre sanno che non possono contare su aiuti immediati e devono mettersi in viaggio senza aspettare i soccorsi.
Le conoscenze di Morse sono utili, mentre gli altri due sono completamente spaesati, fuori posto dal loro abituale contesto cittadino, ma anche la sua conoscenza teorica ha dei limiti e finiscono per girare in tondo e tornare al punto di partenza.
Il conflitto latente fra Morse e Green inizia a venire fuori, ma devono fare fronte comune quando un grosso orso kodiak li bracca.
Stephen si ferisce alla gamba e dopo la medicazione Morse chiede a Green di seppellire le medicazioni sporche di sangue. Green non lo ascolta e l’odore del sangue attira l’orso nell’accampamento e porta alla morte di Stephen, sbranato dall’animale.
Morse e Green scappano, ma sono continuamente braccati dall’orso, tenuto lontano solo dal fuoco che riescono ad accendere, quindi alla fine decidono di ucciderlo usando lance rudimentali e una tecnica indiana appresa dai libri.
Riprende il loro viaggio e questa volta Morse si affida alle stelle invece della bussola improvvisata con un ago  magnetizzato per sfregamento.
Morse e Green arrivano ad una casetta nella foresta, dove trovano un fucile ed è a questo punto scoppia un conflitto tra i due perché Morse scopre le prove della relazione della moglie con Green, mentre quest'ultimo, che non ha più bisogno di lui per salvarsi, decide di ucciderlo per arrivare alla moglie.
Green ha il fucile e vuole usarlo contro Morse, ma cade  in una trappola per orsi vicino alla casetta e si ferisce ad una gamba; Morse decide di salvarlo, aiutato ancora una volta da un libro, il manuale di pronto soccorso che trova nella cassetta di pronto soccorso.
Su di una canoa i due percorrono il fiume, ma le condizioni di Green si aggravano. Mentre il fotografo si scusa per quanto ha fatto e, prima di morire, dichiara che la moglie non centra con il tentativo di omicidio.
Morse riesce ad attirarne l'attenzione di un elicottero sventolando la giacca e coprendo il fuoco con foglie umide per aumentare il fumo.

lunedì 12 maggio 2014

Sopravvivenza: sega a filo portatile, cimelio della 1° guerra mondiale

categoria: sopravvivenza, survival, attrezzi, vecchie riviste



Leggendo vecchie riviste si trovano pubblicizzati attrezzi utili alla sopravvivenza; quando si ritrovano immutati in pubblicità gli stessi attrezzi dopo più di cento anni, vuol dire che si tratta di oggetti che hanno dimostrato la loro validità e affidabilità nel tempo.
L'articolo parla di un reduce della prima guerra mondiale, un americano che ha combattuto in Europa, che ha riportato a casa vari cimeli, fra i quali un un attrezzo tascabile, una sega a catena, utile a tagliare velocemente il legno degli ostacoli di filo spinato, marcato "made in Germany", perso da un soldato tedesco nella "No Man land's", il territorio conteso fra le trincee degli opposti fronti. Il soldato ne ha apprezzato l'efficacia nel taglio e l'ingegnosità del sistema e pensa che questo attrezzo abbia molti usi anche in tempo di pace.
La sega portatile a catena si trova attualmente nella dotazione degli appassionati di survival, magari nella versione a filo, più leggera e compatta, facilmente stivabile in qualsiasi cassetta di sopravvivenza.
Il modello illustrato nell'articolo ha dalla sua la robustezza e l'efficenza dei denti di taglio, le dimensioni compatte e la capacità di sopportare un uso intenso e rapido, mentre il modello a filo, pur efficace, ha una forma che limita la velocità di utilizzo e la profondità del taglio (funziona bene su rami di piccolo diametro).