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domenica 2 ottobre 2016

Partner 22 della Perugini e Visini

categoria: armi da sopravvivenza

Il modello sperimentale Partner 22 della Perugini e Visini



Anni fa su una rivista di armi trovai il progetto di un'arma da sopravvivenza sperimentale della Perugini e Visini, la prima arma del genere di cui venivo a conoscenza. Mi colpì il calcio cavo e il coltello a lama seghettata, di buona fattura e all'apparenza anche molto robusto.


Il calibro .22, benchè “illegale” per la caccia è comunque una scelta valida per la piccola caccia “nostrale”, sufficiente a rifornire il sopravvissuto di carne fresca per lungo tempo, considerando la quantità di cartucce che si possono portare, senza gravarsi di un peso eccessivo.
L'ampio volume del contenitore cavo può essere personalizzato per affrontare diverse emergenze e dovrebbe essere una soluzione migliore di progetti simili anche affermati (il recente modello della Chiappa, l'ottimo M-6 ha uno pseudo contenitore per le cartucce che sostituirei subito con qualcosa di simile a quello presente sul Partner 22).







Modello Partner 22 Perugini e Visini
tipo: carabina monocolpo
Calibro: 22 lr, 22 mag (è stata stuciata una canna liscia in calibro 9 mm)
Funzionamento: monocolpo basculante
Sistema di percussione: cane esterno
Sicura: 1° monta cane
Estrattore: manuale
Scatto: 1 kg, secco, senza filature e impuntamenti
Congegni di puntamento: tacca con alzo a tre fogliette per tiro a 50, 75 e 100 metri
mirino fisso
possibilità di montaggio ottica
Calciatura: mezza pistola con vano interno per stivaggio accessori
Peso: 1140 gr senza accessori
Dimensioni: 90 cm aperto, 55 cm chiuso
Materiali: calcio in vetroresina, bascula in acciaio
Finitura: brunita opaca
Accessori: coltello multiuso, canna da pesca, mulinello a tamburo rotante, ami, piombi e lenze, aghi, filo, galleggianti, cerotti, fiammiferi e acciarino

L'arma è stata impostata su una bascula tipo “8 colibrì”, leggera, semplice e robusta.

In quel periodo venne studiata anche una canna aggiuntiva liscia in calibro 9 mm che utilizzava bossoli 38 special o 357 magnum ai quali era stato sostituito l'innesco centerfire con quello in 6 mm flobert per poter usare la percussione anulare ed evitare che venisse sparato munizionamento originale a palla.
Un altro progetto portato avanti dalla ditta è stato un interessante fucile lancia arpioni e lanciarazzi da segnalazione basato sullo stesso modello di arma.

mercoledì 22 ottobre 2014

La cartuccia .22 hornet (calabrone)

categoria: sopravvivenza, survival, armi da fuoco

Il .22 Hornet usa lo stesso bossolo della .22 Wcf  (Winchester center fire), caricata con polvere alla nitrocellulosa, riuscendo a raggiungere velocità molto superiori a quelle della sua progenitrice a polvere nera, anche 700-750 m/sec, secondo la lunghezza della canna.
La .22 Hornet si è guadagnata la reputazione di cartuccia dalla elevata precisione intrinseca fino a 100 metri, soprattutto per il basso peso delle palle che monta, in genere di 40 grani, sebbene essa venga offerta anche con le 45 grani, e possa essere caricata, anzi ricaricata, con le 50 e 55 grani.
In passato, e fino ad anni recenti, con palle di tipo Fmj di 50 o 55 grani, la Hornet è stata molto usata negli Usa da cacciatori di animali da pelliccia, la quale non restava danneggiata dalla palla a bassa velocità e praticamente indeformabile. In Europa la .22 Hornet  è stata camerata in fucili basculanti combinati e drilling per la caccia al gallo cedrone.
La .22Hornet è stata fino al 1950 la munizione più diffusa sul continente americano per la piccola caccia, poi la sua fama è stata offuscata dall'introduzione di nuove cartucce, prima fra tutte la .222 Remington, dotate di bossolo più capiente che permette l'uso di proiettili più pesanti, dotati di maggiore gittata e radenza e proiettili più pesanti con una superiore energia terminale. 
La .22 Hornet è ancora diffusa in Europa con proiettili del peso di 2,91 e 3 grammi.

La ricarica
La ricarica mette a disposizione del tiratore munizioni molto economiche e permette anche di allestire cartucce molto diversificate e non reperibili in commercio.

Il bossolo della Hornet ha pareti corpo e specialmente del collo molto sottili e delicate, facilmente deformabili se non si pone la massima cura nell'eseguire la ricalibratura, facendo attenzione che esso entri senza intoppi nel die.

Aneddoti
La .22 Hornet, malgrado le sue modeste prestazioni, è stata scelta per camerare alcune armi da sopravvivenza (survival weapon) date in dotazione agli equipaggi dei bombardieri americani. La più famosa è la "M6 Aircrew survival weapon", un'arma basculante con una canna rigata .22 Hornet e una liscia in calibro .410.