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domenica 7 settembre 2014

Farmaci: farmacodipendenza

categoria: medicina

Il termine inglese “drug abuse” è fuorviante, poiché implica una stigmatizzazione sociale e può avere significati differenti a seconda del contesto. Andrebbe inoltre distinto l’abuso da un “cattivo uso”.
Per abuso di un farmaco si intende l'uso per scopi non medici, come modificare lo stato di coscienza o cercare di migliorare certe prestazioni (body-building ecc.).
Il cattivo uso di un farmaco è l'uso secondo indicazioni sbagliate, dosaggi errati o periodi troppo lunghi.
La dipendenza è un fenomeno biologico spesso associato al comportamento di abuso di sostanze.
La dipendenza psichica si manifesta con un comportamento di ricerca compulsivo con il quale un soggetto ricerca ed usa ripetutamente il farmaco per soddisfazione personale.
La dipendenza fisica è presente quando l’astensione dal farmaco produce effetti spesso opposti a quelli ottenuti da chi ne fa uso (sindrome di astinenza), perché l’organismo si è adattato a nuovi livelli omeopatici fissati dall'uso del farmaco e reagisce in modo opposto, spiacevole, quando questo equilibrio è turbato; il soggetto è spinto a continuare la somministrazione del farmaco per prevenire la sindrome di astinenza. La dipendenza psichica quasi sempre precede quella fisica, ma non conduce inevitabilmente ad essa.
Lo stato di dipendenza fisica e/o psichica si indica con il termine farmacodipendenza.
Il termine tolleranza indica una diminuita risposta al farmaco e comporta l’assunzione di dosi sempre più elevate per raggiungere gli stessi effetti. La tolleranza è strettamente collegata alla dipendenza fisica. Essa è dovuta a risposte compensative che mitigano l’azione del farmaco, come ad esempio un aumentato metabolismo (induzione enzimatica), modificazioni a livello di recettori o deplezione dei mediatori (tachifilassi), come nel caso delle amine simpaticomimetiche che agiscono liberando noradrenalina dai depositi nelle terminazioni nervose.

Classi di farmaci usati a scopo voluttuario


Oppioidi

Barbiturici ed altri sedativi

Psicostimolanti

Farmaci: variazioni della curva dose/risposta

categoria: medicina

L'in­dividuo può rispondere ai farmaci in modo differente. Il soggetto iperreattivo risponde di più rispetto alla media degli individui. Il soggetto iporeattivo risponde in misura inferiore rispet­to a tale media.
Tolleranza è una iporeattività acquisita che insorge dopo somministrazioni che hanno risposte normali.
Tachifilassi è un tipo di tolleranza che si sviluppa rapidamente (nitrati).
Immunotolleranza è la tolleranza che si sviluppa a seguito della formazione di anticorpi diretti verso il farmaco (insulina).
Idiosincrasia è la suscettibilità individuale ad un farmaco. Si trat­ta di un effetto tossico indotto da un farmaco indipendentemente dalla dose e dalla durata del tratta­mento; colpisce pochi individui e la sua comparsa sembra dovu­ta alla formazione di metaboliti tossici su base genetica.

Ipersensibilità è la comparsa di quadri clinici a patogenesi allergi­ca (quali ad esempio, le reazioni cutanee, l'asma bronchiale, lo shock anafilattico).