mercoledì 29 gennaio 2014

Tactical Casualty Combat Care (TCCC)Assistenza pre-ospedaliera in ambiente tattico.

categoria: pronto soccorso


I protocolli della TCCC sono fondamentalmente diversi da quelli tradizionali dei traumi civili, per i quali sono in genere disponibili molte attrezzature coadiuvanti la diagnostica e staff medici completi.
Queste differenze non sono legate esclusivamente al tipo di trauma ma anche alla situazione in cui si è costretti ad operare. Un pur corretto intervento medico ma effettuato in un momento sbagliato, in un ambiente tattico caratterizzato da fuoco ostile, può portare solo ad aumentare il numero delle vittime.
In questo particolare scenario bisogna affrontare gli eventi pianificando tempi ed operazioni in modo ottimale, allo scopo di tutelare non solo le vittime, ma anche la vita dei soccorritori.
Le differenze più importanti sono:
-       presenza di elementi ostili
-       buio o condizioni ambientali estreme
-       ferite particolari (da arma da fuoco, traumi da esplosione, ecc.)
-       dotazioni mediche limitate
-       necessità di natura tattica
-       ritardi prolungati prima di ottenere un’assistenza ospedaliera
-       diversa formazione medica ed esperienza

Il destino del ferito è nelle mani di chi fornisce la prima cura, in genere un paramedico combattente, quasi mai un medico. La preparazione nel campo dell’intervento diretto in battaglia, cioè il TCCC, è decisiva nel ridurre la gravità degli incidenti. Basti pensare che il 90% dei decessi che accadono in combattimento avviene prima che l’infortunato raggiunga una struttura medica complessa.
Le percentuali riferite alle cause di morte in combattimento sono:
31% trauma cranico perforante
25% traumi fisici non correggibili chirurgicamente
12% ferite riportate (soprattutto infezioni e shock)
10% traumi fisici riducibili chirurgicamente
9% emorragie
7% trauma da esplosione mutilante
5% pneumotorace iperteso PTX
1% ostruzione delle vie aeree
Una parte di queste morti potrebbero essere evitate grazie all’uso di un laccio emostatico o semplici manovre per risolvere l’ostruzione delle vie aeree.
Altro elemento fondamentale è stabilire la priorità degli interventi poiché il numero dei soccorritori e la disponibilità delle attrezzature mediche e di sgombero dal campo di battaglia non sono mai proporzionati al numero dei feriti da soccorrere.
L’introduzione del Triage (dal verbo francese "trier": scegliere, classificare) ha permesso di dividere gli infortunati in tre categorie e utilizzare secondo logica le risorse che si hanno a disposizione:
-       chi morirà se non riceve tempestivamente assistenza medica
-       chi morirà, a prescindere dal ricevere o meno aiuto medico

-       chi vivrà, a prescindere dal ricevere o meno aiuto medico

Via naso/faringea (NPA): uso di un “J TUBE”

categoria: pronto soccorso



Può essere usato in pazienti coscienti, incoscienti e semicoscienti con laringe e trachea integre; è facilmente distaccabile e può causare il riflesso del vomito.

Equipaggiamento: NPA e lubrificante solubile in acqua
Modo d'uso:
- lubrificare prima dell’inserimento
- inserire perpendicolarmente rispetto la faccia e non lungo l’asse del naso esterno (operare con delicatezza ruotandolo all’interno del naso; in caso di resistenza durante l’inserimento cambiare narice per evitare sanguinamenti e ricordare che molti pazienti hanno setti nasali deviati)
ancorare il J TUBE con cerotto

I feriti con trauma maxillo-facciale possono non ricevere questo tipo di trattamento, specialmente di notte sul campo di battaglia. Questi pazienti vanno evacuati il più rapidamente possibile.

I traumi penetranti in ambito preopedaliero (PHTLS)

Categoria: pronto soccorso  

I traumi penetranti in ambito preopedaliero (PHTLS)

I traumi penetranti sono tra le urgenze più difficili da gestire in ambito preospedaliero. Un approccio sbagliato a questo infortunato inizia con un goffo tentativo di rimozione dell’oggetto che ha provocato la lesione, ma questa azione potrebbe causare una grossa emorragia perchè l’oggetto penetrato può aver lesionato un vaso importante e solo la sua permanenza in loco fa da tampone.
L'asportazione dell'oggetto è sconsigliata in ambito preospedaliero e non andrebbe tentata nemmeno all'arrivo nel pronto soccorso, ma occorre aspettare la disponibilità di una sala operatoria, dove un chirurgo è in grado di tamponare le eventuali emorragie.
Quando l’oggetto che ha causato la lesione è piccolo, come ad esempio un coltello, in genere si stabilizza il paziente e si trasporta al pronto soccorso, ma in alcuni casi, bisogna procedere al suo accorciamento e/o all'immobilizzazione, per limitarne gli spostamenti durante il trasporto.

Dove il paziente è intrappolato oltre che penetrato dall’oggetto, quando ad esempio in un incidente stradale il montante dell’autoveicolo ha penetrato il torace del conducente, può essere necessario provvedere al taglio, prima dell’estricazione dal veicolo, limitandone gli spostamenti nel torace del paziente.

venerdì 17 gennaio 2014

Categoria: fuoco, vecchie riviste      

 Tecniche di accensione del fuoco: la scintilla elettrica



Si scollega la batteria dall’automobile e si pone questa in un posto abbastanza distante. Si collegano i cavi ai due poli (+ e -) e si uniscono a un pezzo di filo scoperto che passi in mezzo all’esca. Appena il filo scoperto diventa rovente e accende l’esca si scollegano i fili dalla batteria e si allontana la batteria dal fuoco.

categoria: Tecniche di arrampicata , vecchie riviste

Uso di uncini e corde annodate per scalare



L. West, un falsario in prigione, con l'aiuto di un complice ha nascosto sotto il suo letto sezioni di tubo filettati da ambo i lati, i manicotti di raccordo, una piccola sega e delle corde fatte annodando lenzuola. La notte prescelta per la fuga ha tagliato le sbarre e ha unito i pezzi di tubo, ottenendo con questi anche l'uncino con cui agganciare la cima del muro di cinta.
West non è stato fortunato perché l'uncino si è rotto e durante un secondo tentativo di fuga senza aiuto di attrezzatura, è caduto è si è rotto la caviglia.

Due corde, annodate come in figura permettono all'uomo di salire facilmente lungo il palo. Con tutto il suo peso si appoggia su una delle due corde, bloccandola al palo, mentre con la mano allenta e spinge verso l'alto l'altra corda annodata. A questo punto l'uomo sposta il suo peso sulla corda in alto, che viene a essere bloccata al palo e inizia ad allentare la prima corda per portarla in alto. Il ciclo di movimenti si ripete fino in cima e, invertito, serve anche per scendere.


Illuminare con gli specchi: dagli Egizi ai giorni nostri

categoria: illuminazione

Illuminare con gli specchi: dagli Egizi ai giorni nostri


Energia elettrica: generatori a pedali, una idea non recente


categoria: produzione energia elettrica, vecchie riviste

Energia elettrica: generatori a pedali, una idea non recente



Nello stesso blog, un articolo del 21 ottobre 2014 parla delle biciclette collegate a dinamo per ricavare corrente elettrica o pompe per fare circolare l'aria nei bunker, usati durante la seconda guerra mondiale. Biciclette collegate a dinamo sono state ritrovate nei vecchi locali delle prefetture italiane per fornire corrente alle radio trasmittenti