sabato 29 aprile 2017

Il mimetismo animale

categoria: caccia

Il mimetismo animale


In natura i mammiferi generalmente non hanno una pelliccia di colore uniforme perchè sono in genere troppo grandi trarre vantaggio da una pelliccia di un unico colore, a meno di non considerare il nero dei predatori notturni o il bianco per confondersi con il manto nevoso. La selezione naturale ha premiato in genere i mammiferi con un mantello chiazzato, composto da tanti colori diversi, perchè questo li aiuta a mimetizzarsi e cacciare …. o non essere cacciati.



Animali verdi come le rane e le lucertole sono sufficientemente piccoli da poter utilizzare interi blocchi uniformemente verdi, come le foglie, per confondersi con l'ambiente. In genere, poi, i predatori dei mammiferi sono altri mammiferi che non riescono a distinguere i colori.



Un mimetismo efficace deve quindi prescindere dalla colorazione e basarsi su altri fattori come la lucentezza, il disegno della pelliccia e i movimenti del corpo.
L'uomo, cacciatore o militare, sfrutta gli stessi principi per nascondersi alla vista delle sue prede o dei suoi avversari.

mercoledì 19 aprile 2017

La trasformazione degli alimenti

categoria: alimenti

La trasformazione degli alimenti

La trasformazione dei prodotti alimentari ha avuto origine in tempi antichi per allungare i tempi di conservazione degli alimenti, mantenendone elevato il valore qualitativo e nutrizionale.
In origine i processi di conservazione e trasformazione utilizzavano esclusivamente l'energia fornita dal Sole, la corrente d'aria calda e il sale. In seguito per meglio tutelare gli aspetti igienico-sanitari si sono utilizzate attrezzature e impianti specifici (essiccatoi, affummicatoi, ecc.).

Essiccamento


Si tratta di una tra le più antiche tecniche di conservazione dei prodotti alimentari che ricorre all'esposizione prolungata al sole o a una corrente d'aria calda in appositi essiccatoi. Con l'essiccamento si modifica l'aspetto degli alimenti, a causa della disidratazione dei tessuti, senza però alterare eccessivamente i caratteri organolettici e il valore nutritivo, ad esclusione della vitamina C.



Salagione o salatura
La conservazione del prodotto avviene ponendo il prodotto direttamente a contatto con uno strato di sale solido o in soluzioni saline concentrate (salamoia). Il sale, com'è noto, blocca le attività indispensabili ai microrganismi per la riproduzione, rallentando in maniera evidente il processo di deterioramento degli alimenti. Spesso la salagione si combina con l'essiccamento e l'affumicatura.



Affumicatura
Processo che prevede l'esposizione degli alimenti al fumo prodotto dalla combustione controllata di legni ed essenze aromatiche. Spesso i prodotti sono sottoposti preventivamente a un leggero processo di salatura.


Due sono le tipologie di affumicatura:
  • a freddo con temperature comprese tra 20° e 45°C e con durata del trattamento anche di alcune settimane
  • a caldo con temperature comprese tra 50° e 90°C e con trattamento breve di poche ore
La conservazione è efficace grazie alla forte azione antibatterica, antisettica e antimicrobica che alcune componenti volatili del fumo, assieme agli effetti del calore, svolgono nei confronti dell'alimento da conservare.



Marinatura
Con la marinatura si cosparge l'alimento di acido (succo di limone o aceto), unitamente ad altri componenti aromatici e all'olio, il qua le provoca la coagulazione delle proteine del l'alimento in una massa più digeribile, esat tamente come avviene mediante il calore e partire dai 70° C.

Il processo può essere fatto a freddo o a cai do a seconda se la "marinata" è a tempera tura ambiente o scaldata fino a temperature prossime all'ebollizione. E' preferibile utilizzare pesci di piccola taglia o parti degli esemplari più grossi.



LO SHOCK ANAFILATTICO

categoria: pronto soccorso

LO SHOCK ANAFILATTICO

Con il termine anafilassi si indicano alcune sindromi allergiche di estrema gravità, in cui vi sia pericolo di vita. Lo shock anafilattico è una rapida sequenza di eventi, per lo più scatenata dal contatto di anticorpi (IgE) presenti sulla superficie di particolari cellule (mastociti e basofili) con un allergene, caratterizzato da una massiva liberazione di istamina e di altri mediatori dell'infiammazione allergica, che determinano una reazione infiammatoria e vasomotoria generalizzata a tutto l'organismo.

Lo shock anafilattico si sviluppa improvvisamente e può mettere in pericolo la vita del paziente: la pressione si abbassa, il respiro si fa difficoltoso in quanto il polmone è preda di un attacco asmatico grave e la pelle può presentare orticaria o angioedema. Se l'infiammazione si estende alla laringe e alle corde vocali (glottide), incombe il rischio di una ostruzione totale del passaggio del respiro.

Segni e sintomi
Lo shock anafilattico inizia con formicolio e senso di calore al capo e alle estremità; compaiono poi in sequenza: orticaria-angioedema, rinite, difficoltà respiratoria, prurito alla lingua e al palato, alterazioni della voce, edema della glottide, asma, vomito, diarrea, ipotensione, tachicardia e aritmia.

Cause scatenanti lo shock
Tra le cause più frequenti si annoverano la puntura di imenotteri (api, vespe, calabroni), l'ingestione di alcuni alimenti (latte, uovo, pesce, crostacei, arachidi, noce americana, ecc.) e la somministrazione di farmaci (es. penicillina). In alcuni soggetti allergici ad un alimento i sintomi si manifestano soltanto se si esercita uno sforzo fisico successivamente all'assunzione di un determinato alimento (anafilassi da esercizio fisico).

Terapia

Il trattamento precoce è molto importante. L'adrenalina rappresenta il farmaco salvavita ed ha un ruolo centrale nel trattamento acuto dell'anafilassi; quando è indicata, può essere somministrata a tutti i bambini a qualsiasi età per via intramuscolare (da 0,2 ml a 0,5 ml a seconda del peso del bambino, iniettati nella coscia). Sono disponìbili fiale preconfezionate con adrenalina predosata e resa resistente al calore (stabili per 18 mesi a temperatura ambiente). Superata l'emergenza, che si risolve nella quasi totalità dei casi grazie all'adrenalina, l'uso degli antistaminici (endovena o intramuscolo) risulterà vantaggioso; anche i cortisonici, a questo punto, saranno preziosi per contrastare l'infiammazione. I broncodilatatori per via aerosolica consentono di controllare l'asma.
In attesa dell'arrivo dei sanitari è utile mettere l'infortunato in posizione antishock.






Punture di meduse e pesci del Mediterraneo

categoria: pronto soccorso

Punture di meduse e pesci del Mediterraneo

A differenza dei mari tropicali la fauna mediterranea non annovera molte specie pericolose per l'uomo; tuttavia esistono delle eccezioni ed il contatto con alcune di queste può provocare disturbi anche di una certa gravità.

Meduse
Le meduse appartengono al phylum zoologico dei Celenterati o Gnidari che presenta una grande varietà di forme (es. coralli, anemoni di mare, madrepore). Il nome Gnidari è dato da particolari cellule, gli cnidoblasti, che contengono al loro interno una struttura urticante, la nematocisti, che comprende un filamento avvolto su se stesso che viene espulso sotto stimolo meccanico o chimico e può conficcarsi nella pelle di chi le tocchi. La sensazione di bruciore è immediata e molto forte, paragonabile ad una ustione.



La specie più pericolosa per l'uomo comune nel Mediterraneo è la Pelagia noctiluca o medusa luminosa; è una piccola medusa che raggiunge circa 10 cm di diametro di colore rosa-violetto ed e una delle più urticanti ed insidiose a causa dei lunghissimi tentacoli invisibili che posso raggiungere anche i 2 metri di lunghezza a differenza di quelli visibili (circa 30 cm). Di notte è luminescente. In caso di contatto applicare garze imbevute di acqua tiepida e aceto al 50%, pomate antistaminiche o corticosteroidee, che inattivano il veleno dei tentacoli. Attualmente non esistono indicazioni all'uso dell'ammoniaca.
Nel caso che frammenti di tentacoli restino attaccati alla cute, vanno rimossi facendo attenzione a non schiacciarli per non spremere altro veleno e bisogna evitare l'uso di acqua dolce (stimolerebbe le nematocisti ancora cariche presenti sulla cute). Solo in caso di contatto con il viso o con gli occhi, bisogna procedere tempestivamente con un abbondante lavaggio con acqua dolce fresca o con prodotti specifici per il lavaggio oculare.
Consigliare sempre al paziente di non grattarsi per non stimolare l'attività muscolare e immettere in circolo più velocemente la sostanza urticante. Il trattamento locale deve essere protratto per alcuni giorni. Solo in caso di vere e proprie ustioni il trattamento può essere diverso e deve essere valutato dal medico.

Ricci di mare
I ricci di mare vivono sugli scogli e presentano aculei molto acuminati che si spezzano facilmente. Non iniettano veleno, ma la puntura è dolorosa e s'infetta facilmente.


Il trattamento prevede un'accurata disinfezione della ferita, la rimozione degli aculei con una pinzetta sterilizzata e con un ago sterile (con molta attenzione dato che gli aculei sono fragili e si spezzano facilmente); eventuali resti possono essere sciolti con impacchi di aceto. Consigliare di rivolgersi al medico se la ferita diventa rossa, gonfia o dolente nei giorni successivi. In caso di punture da aculei multiple può essere utile la terapia antibiotica e la profilassi antitetanica.

Tràcina (Trachinus vipera; "pesce ragno")
La Tràcina è il pesce più velenoso del Mediterraneo. In Italia si trovano 4 specie; questo pesce frequenta i fondali sabbiosi anche vicino a riva e i bagnanti che lo urtano accidentalmente possono essere punti sulla pianta del piede dalla sua spina dorsale.



La puntura provoca un dolore urente che aumenta rapidamente, di durata variabile da poche decine di minuti fino a 24 ore, talvolta così forte da causare la perdita di conoscenza. La zona colpita appare inizialmente biancastra, divenendo rapidamente rossa e tumefatta, con un gonfiore che poi si estende alle parti vicine. Talvolta si verificano anche difficoltà di respirazione, febbre, mal di testa, nausea e vomito; nei casi più gravi si hanno anche convulsioni.
Dato che la tossina che inoculata è termolabile, il trattamento richiede la disinfezione della ferita e l'immersione della parte colpita in acqua salata molto calda (40-45°) per un'ora o più. In alcuni casi più gravi può essere necessario un controllo medico e una terapia antibiotica. Si consiglia sempre la profilassi antitetanica.

Scorfano (Scorpaena scrofa)

La puntura degli aculei di questo pesce solitamente è meno dolorosa di quella della tracina. Il dolore insorge dopo qualche minuto e può durare diverse ore. Le conseguenze sono solitamente meno gravi, anche se si possono avere cefalea, nausea e vomito, shock anafilattico. Il trattamento consiste nello sciacquare la parte in acqua salata (mai in acqua dolce), immergere la parte colpita in acqua molto calda (40-45°) per un'ora o più e togliere gli eventuali aculei dalla pelle con una pinzetta e nel disinfettare la parte. La puntura dello scorfano, in particolare, produce di solito una necrosi dei tessuti circostanti la zona d'inoculazione che si può combattere efficacemente con una tempestiva terapia antibiotica. Anche in questo caso si consiglia sempre la profilassi antitetanica.