giovedì 30 giugno 2016

CHE COSA SI DEVE FARE SE SI VIENE PUNTI DA UNA MEDUSA?

categoria: medicina

CHE COSA SI DEVE FARE SE SI VIENE PUNTI DA UNA MEDUSA?




Le voci popolari consigliano di tamponare la parte colpita con ammoniaca, o anche di farci la pipì sopra, se non si ha a disposizione il prodotto (l’urina contiene ammoniaca). In realtà, la cosa migliore è sciacquare la parte colpita con acqua di mare, non con acqua dolce, che potrebbe fare scattare ancora il rilascio di sostanze urticanti dai tentacoli eventualmente rimasti sulla pelle, e di raschiare via delicatamente questi ultimi.


Per ridurre il dolore, il rimedio migliore è bicarbonato e acqua calda (nel caso la medusa sia una caravella portoghese, che si trova nei mari tropicali), oppure ghiaccio (per quelle dei nostri mari) e, se continua, farmaci analgesici orali o topici (aggiungo anche un trattamento locale con una pomata cortisonica. NOTA PERSONALE)

fonte: FOCUS


giovedì 23 giugno 2016

Oggetto sconosciuto di probabile fattura militare, italiano (sperimentale?)

Categoria: attrezzi multiuso

Oggetto sconosciuto di probabile fattura militare, italiano (sperimentale?)

Questo attrezzo può svolgere molte funzioni utili per il militare che lo aveva in dotazione (e per l'appassionato di survival). Il maggiore peso dell'attrezzo è compensato dalla maggiore robustezza (alcuni sistemi di blocco a "pulsante" semplicemente non possono reggere ad un uso "pesante" e il sistema a "ghiera" della mia pala/piccone pieghevole non ha superato la prova "ascia" su un alberello di pochi centimetri di diametro).



L'attrezzo montato come vanga insieme alla custodia di canapa e i vari componenti separati
tagliatili (manici isolati)


funzione zappa
funzione ascia
piede di porco



Bottone di chiusura del fodero all'interno c'è scritto " TENAX" con fronde d'alloro

Fonte:http://miles.forumcommunity.net


lunedì 20 giugno 2016

Un ramo tagliato, un pezzo di ferro e un rotolo di corda ...

categoria: attrezzi improvvisati

Un ramo tagliato, un pezzo di ferro e un rotolo di corda ...






Uno studio pubblicato su Current Biology mette in evidenza la capacità di comprendere ed elaborare le parole del proprio “umano” da parte del cane

categoria: cani, addestramento

Uno studio pubblicato su Current Biology mette in evidenza la capacità di comprendere ed elaborare le parole del proprio “umano” da parte del cane


Una ricerca condotta da Victoria F. Ratcliffe, David Reby. (Facoltà di Psicologia, Università del Sussex, Falmer, East Sussex -UK) ha dimostrato che i cani messi in grado di partecipare attivamente alla nostra vita, condividendo con noi contatti verbali, emozioni e gratificazioni, mettono in atto meccanismi cerebrali (simili a quelli dell'uomo) nel tentativo di analizzare e comprendere le nostre parole.
I ricercatori hanno spiegato che nella percezione del linguaggio umano l'emisfero sinistro del cervello elabora le parole mentre l'emisfero destro è più sensibile agli accenti, le intonazioni della voce in modo che il cane risulta capace di percepire altre le semplici parole, anche il linguaggio para verbale e l'aspetto emozionale della comunicazione umana.
Lo studio ha coinvolto 250 cani per cercare di capire come questi reagissero alle parole degli umani. Si è stabilito che quando si parla al proprio cane questo solitamente tende a ruotare la testa a destra ed a sinistra. I precedenti studi avevano dimostrato che solitamente il cane gira la testa a sinistra quando usa l'emisfero destro ed a destra quando usa quello sinistro.



I ricercatori, hanno quindi fatto ascoltare delle frasi pronunciate da un sintetizzatore vocale così che non tradisse emozioni con il tono di voce ed i cani hanno attivato l'emisfero sinistro, segno che si stavano concentrando sulle parole.
Se invece, la stessa frase, veniva pronunciata da un umano, con un'inflessione linguistica diversa da quella a cui il cane è abituato, allora si attiva la parte destra, segno che il cane si sta concentrando invece sul suono.
Il test ha quindi dimostrato che il cane reagisce alle nostre parole come succede per gli umani anche se con tempi di elaborazione differenti, soprattutto per quanto riguarda le frasi.

La ricerca ha messo in evidenza la capacità dei cani di processare le informazioni ricevute dal proprio “umano”, il quale deve , a sua volta, tenere in conto sia della capacità di comprensione, che dei tempi di elaborazione del proprio cane, ognuno differente dagli altri, in base al corredo genetico e alle esperienze di vita vissute.

venerdì 17 giugno 2016

Scelta della formulazione a base di farmaci cortisonici per uso locale

categoria: farmacologia

Scelta della formulazione a base di farmaci cortisonici per uso locale

La preparazione del farmaco meno potente alla minima concentrazione efficace è quella di scelta.
Le creme a base acquosa sono adatte per lesioni umide o essudanti mentre le pomate e gli unguenti sono in genere indicati per lesioni secche, squamose o quando si richieda un effetto più occlusivo. Le lozioni possono essere utili per un'applicazione minima in una zona vasta o coperta da peluria o per il trattamento di lesioni essudative. I medicamenti occlusivi aumentano l'assorbimento ed il rischio di effetti collaterali; per questo motivo si usano sotto controllo e per periodi brevi su cute molto spessa (come palmo della mano e pianta del piede). L'aggiunta di urea o di acido salicilico aumenta la penetrazione dei corticosteroidi.

Modalità di applicazione
I preparati corticosteroidei si applicano di solito 1-2 volte il giorno. Non è necessario applicarli più spesso. La quantità di crema o unguento espulsa dal tubetto si misura in termini di unità polpastrello (la distanza fra la punta del dito indice di un adulto e la prima piega interfalangea) per calcolare la dose da applicare su una determinata area della cute.
Una unità polpastrello (circa 500 mg) è sufficiente per coprire una superficie grande quanto il doppio di una mano adulta aperta. Le quantità appropriate di preparati corticosteroidei da prescriversi per specifiche aree del corpo sono:

Area del corpo
creme o unguenti
Viso e collo
15-30 g
Mani
15-30 g
Cuoio capelluto
15-30 g
Arti superiori
30-60 g
Arti inferiori
100 g
Tronco
100 g
Inguine e genitali
15-30 g

Queste quantità sono in genere adatte per un adulto per 2 somministrazioni giornaliere per 1 settimana.

Bambini
I bambini, soprattutto i neonati, sono sensibili in modo particolare agli effetti indesiderati. I corticosteroidi più potenti sono controindicati al di sotto dell'anno di età e in genere andrebbero evitati nei bambini, si usano solo se necessario con grande attenzione e per periodi brevi. Un corticosteroide potente o moderatamente potente Può essere appropriato per l'eczema atopico grave degli arti, per 1 -2 settimane soltanto, seguito da un preparato più debole non appena la situazione migliori; andrebbe sempre usato un emolliente.
Un corticosteroide debole come l'idrocortisone 1% in unguento o crema è utile per il trattamento dell'eritema da pannolino e per l'eczema atopico dell'infanzia.


L'uso dei farmaci cortisonici per uso sistemico e locale. Cose da sapere.

categoria: farmacologia

L'uso dei farmaci cortisonici per uso sistemico e locale. Cose da sapere.

SOPPRESSIONE SURRENALICA
L’atrofia surrenalica determinata da un uso prolungato di farmaci cortisonici ad uso sistemico può persistere per anni dopo la sospensione della terapia, anche se possono bastare cicli superiori a tre settimane per avere un problema di insufficienza surrenalica. Dopo una terapia prolungata l’interruzione della terapia deve avvenire in genere gradualmente per non esporre il paziente a gravi problemi.
L'interruzione improvvisa dopo trattamenti a lungo termine può comportare insufficienza surrenalica, ipotensione e morte. La sospensione può associarsi a febbre, mialgie, artralgie, rinite, congiuntivite, noduli cutanei dolorosi e pruriginosi e perdita di peso.
In caso di malattie gravi intercorrenti, traumi o interventi chirurgici, il paziente con insufficienza surrenalica, per compensare la ridotta risposta surrenalica, deve ricevere temporaneamente dosi aumentate di cortisone (il dottore che prende il cura il paziente deve essere avvertito del precedente tratamento con corticosteroidi anche se è passato un anno dalla fine della terapia steroidea). I pazienti in terapia a lungo termine con corticosteroidi dovrebbero portare sempre con sé una scheda su cui è indicata la terapia cortisonica ricevuta.

INFEZIONI
I trattamenti prolungati con corticosteroidi aumentano la predisposizione alle infezioni, la gravità della patologia e maschera i sintomi clinici ritardando pericolosamente la diagnosi.

Possono svilupparsi o aggravarsi amebiasi o strongiloidiasi quindi bisogna escludere la loro presenza prima del trattamento corticosteroideo nei pazienti a rischio o in quelli che presentano sintomi evocativi.

Varicella
I pazienti che ricevono corticosteroidi per bocca o per via parenterale sono a rischio di infezione grave da varicella, a meno che non abbiano già contratto precedentemente la malattia. I segni di infezione fulminante comprendono polmonite, epatite e coagulazione intravascolare disseminata; l'esantema cutaneo non è il sintomo più rilevante.
I pazienti non immunizzati esposti al virus ed in terapia con corticosteroidi per via sistemica e quelli che hanno assunto questi farmaci nei 3 mesi precedenti devono fare una immunizzazione passiva con immunoglobuline per varicella-zoster entro tre giorni dall'esposizione e non oltre i dieci. La conferma di varicella richiede il consulto di uno specialista ed un trattamento d'urgenza. I corticosteroidi non devono essere sospesi e potrebbe essere richiesto un aumento della dose. I corticosteroidi topici e per inalazione predispongono meno al rischio di varicella.
Morbillo
I pazienti che assumono corticosteroidi devono prestare particolare attenzione per evitare esposizioni al morbillo e devono contattare subito un medico se ciò avviene. Può essere necessario un trattamento con immunoglobuline intramuscolari normali.

Le infezioni oculari virali e micotiche
I corticosteroidi per uso topico (colliri, pomate o iniezioni sottocongiuntivali) dovrebbero essere utilizzati solo sotto la supervisione di uno specialista dato che spesso il loro impiego è di rado giustificato e ci sono dei rischi legati al loro uso:
un «occhio rosso» potrebbe essere dovuto a infezione da virus herpes simplex; la somministrazione di un corticosteroide può aggravare l’infezione provocando ulcerazione corneale, con possibile danno alla vista e anche la perdita dell'occhio. Lo stesso pericolo si può verificare in corso di infezioni batteriche, fungine o amebiche;
Le preparazioni oftalmiche a base di corticosteroidi possono indurre il «glaucoma da steroidi» nei soggetti predisposti.
Un utilizzo prolungato può fare sviluppare una «cataratta da steroidi».
Altri effetti indesiderati comprendono assottigliamento corneale e sclerale.

Corticosteroidi topici
I corticosteroidi topici si usano per il trattamento di condizioni infiammatorie della cute non dovute a infezioni, in particolare per le dermatiti eczematose. I corticosteroidi riducono i sintomi della malattia quando altri trattamenti, potenzialmente meno dannosi, si sono dimostrati inefficaci. I corticosteroidi non sono curativi e alla sospensione si può avere una riacutizzazione della patologia.

Effetti indesiderati
I corticosteroidi attivi in modo debole sono di rado associati a effetti collaterali. Più è potente il preparato, più grande è la zona trattata e dalla durata del trattamento e maggiori devono essere le attenzioni del sanitario nei confronti del proprio assistito, poiché l'assorbimento attraverso la cute può causare anche la soppressione dell'asse ipofisi-surrene e sindrome di Cushing.
L'assorbimento è massimo nelle zone a cute sottile, attraverso superfici infiammate e zone di piega ed è aumentato dall'occlusione. Gli effetti indesiderati locali comprendono:
diffusione e peggioramento di infezioni non trattate;
assottigliamento della cute, non sempre reversibile dopo la sospensione della terapia;
strie atrofiche e teleangectasie irreversibili;
dermatite da contatto;
dermatite periorale, dermatite infiammatoria papulosa del volto nelle donne giovani;
acne nel sito di applicazione;
leggera depigmentazione a volte irreversibile.
I corticosteroidi topici non sono di aiuto nel trattamento dell'orticaria e sono controindicati nella rosacea perchè peggiorano le lesioni ulcerate o infette. Non si dovrebbero usare in modo indiscriminato per il prurito (sono utili solo se causato da infiammazione) e non sono raccomandati per l'acne volgare.
E' ragionevole prescrivere un corticosteroide debole (come l'idrocortisone) per periodi brevi (fino a 4 settimane) per psoriasi delle pieghe e del volto (importante: sul viso non vanno mai applicati corticosteroidi più potenti dell'idrocortisone all'1%). Nel caso di psoriasi del cuoio capelluto si può usare un farmaco più potente come betametasone o fluocinonide.
I corticosteroidi sistemici o topici potenti dovrebbero essere usati solo sotto controllo specialistico nella psoriasi perché alla sospensione della terapia possono dar luogo a ricadute provocando psoriasi pustolosa grave.
I corticosteroidi topici più potenti dovrebbero essere riservati al trattamento di dermatosi resistenti come lupus eritematoso discoide cronico e pustolosi palmoplantare. I corticosteroidi topici possono causare atrofia della cute, specie sulle zone a cute sottile come il viso o le pieghe, e possono provocare pustole acneiformi; sul viso possono provocare manifestazioni simil rosacea (dermatite periorale). I corticosteroidi potenti, a parte rare eccezioni, andrebbero quindi evitati sul viso e sulle pieghe, tranne condizioni particolari.
Le iniezioni intralesionali di corticosteroidi sono più efficaci delle preparazioni a base dei corticosteroidi topici più potenti e andrebbero riservate a casi gravi con lesioni localizzate (come cheloidi cicatriziali, lichen planus ipertrofico, alopecia areata localizzata). I loro effetti possono durare anche mesi.

Lesioni periorali
La crema di idrocortisone 1 % è utilizzata per il trattamento di lesioni infiammatorie non infette sulle labbra o sulla cute periorale. Creme o unguenti a base di idrocortisone e miconazolo sono utili quando coesistono infiammazione ed infezione di organismi sensibili al miconazolo (Candida e molti batteri Gram positivi inclusi streptococchi e stafilococchi).