mercoledì 26 marzo 2014

Israeli bandage

categoria: pronto soccorso

Questo tipo di benda si presta a molti usi e può sostituirsi ad altri presidi; facile da applicare e fermare sul corpo del ferito.
Il video spiega  bene i vantaggi di questa benda.

                                        Israeli bandage

martedì 25 marzo 2014

"Into the Wild - Nelle terre selvagge"

categoria: film

Il film “On the road” (2007), scritto e diretto da Sean Penn, raccontata la storia di Christopher McCandless. Questo ragazzo arriva alla laurea, ma subito dopo decide di lasciare la famiglia, con cui ha un pessimo rapporto, per viaggiare due anni attraverso gli Stati Uniti ed il Messico, con lo pseudonimo di Alexander Supertramp, per poi dirigersi verso l’Alaska, per sfuggire ad una società consumista e capitalista nella quale non si riconosce.
In Alaska vive cibandosi di selvaggina, ma non riuscendo a conservarne la carne e finisce per patire la fame, che lo spinge a mangiare per errore dei frutti velenosi frutti di una pianta selvatica, che gli causeranno, dopo pochi giorni, la morte. Durante la lunga agonia, completamente isolato, scriverà su uno dei libri che era solito leggere "Happiness only real when shared": la felicità è autentica solo se condivisa.

Dopo l'uscita del film nelle sale, grazie al successo ottenuto, molte persone hanno emulato le gesta di McCandless ripercorrendo le tappe del suo viaggio fino alla vecchia carcassa dell'autobus dove Chris visse i suoi ultimi giorni.




Belle le inquadrature dei luoghi dove è stato girato il film e le scene con il kayak: la discesa del fiume Colorado e quelle in mare.

Chris ha l’ossessione della vita nel selvaggio Nord, l’Alaska, ma è impreparato a vivere da solo nei boschi: non conosce le tecniche di conservazione del cibo, non è capace di riconoscere le piante velenose e questo ha le sue tragiche conseguenze. Sembra trascurare  qualsiasi tentativo di pesca e guarda alle piante solo alla fine, come estrema risorsa; gli sono sconosciute le tecniche di sopravvivenza “estrema”, tipo Bear Grylls che mangia con gusto vermi e cavallette per il loro apporto proteico.
Chris aveva una cultura "letteraria" della vita nei boschi,  ma certe conoscenze devono essere acquisite, provate e fatte proprie, non solo essere portate dietro nella carta stampata.

Questa superficialità è pericolosa, ma comune a molte persone, che confondono la possibilità di accesso al sapere come la conoscenza stessa di uno specifico argomento, una facile “scorciatoia” allo studiare e sperimentare, “teoria e laboratorio”. Spesso questa superficialità conduce alla morte.

martedì 11 marzo 2014

Fisiologia del follicolo pilifero e mimetismo

categoria: caccia

All'interno del follicolo pilifero, vale a dire alla radice del capello o del pelo, si formano in continuazione nuove cellule che spingono verso l'esterno quelle vecchie che, quando escono dal follicolo, muoiono. Queste cellule costituiscono i peli dei mammiferi.
Il follicolo produce nuove cellule per un certo tempo (fase di crescita), poi si arresta (fase di riposo), per poi ricominciare di nuovo. Quando il follicolo entra nella fase di riposo, il fusto del pelo si spezza e cade per essere po rimpiazzato da uno nuovo.
L’attività del follicolo dipende dalla zona del corpo in cui si trova determinando dunque anche la lunghezza caratteristica del pelo.
Nell’uomo, ad esempio,  le cellule che producono i peli sulle braccia sono programmate per far arrestare la crescita dopo due mesi, per cui i peli sulle braccia rimangono corti; i follicoli dei capelli sono invece programmati per una fase di crescita che dura anni.

In alcuni animali, la fase di riposo è sincronizzata, in modo da permettere la muta del pelo al passaggio delle stagioni, inoltre può cambiare anche l'agente colorante contenuto nel follicolo del pelo, per cui il colore della pelliccia varia con la stagione, allo scopo di mimetizzarsi meglio con i colori dell’ambiente circostante: l'ermellino in estate si pigmenta di bruno per la melanina, mentre in inverno la sua pelliccia è bianca mancando il pelo di tale agente.
disegno di U. Catalano

La misurazione della temperatura corporea mediante un termometro auricolare ad infrarossi

categoria: pronto soccorso

Un modo veloce per rilevare la temperatura corporea utilizza un termometro auricolare ad infrarossi. Il motivo è semplice: il timpano e i tessuti che lo circondano hanno la stessa irrorazione sanguigna dell’ipotalamo, il centro presente nel cervello che si occupa di regolare la temperatura corporea.

Il termometro timpanico funziona a infrarossi, sfrutta cioè il fenomeno fisico per cui i corpi caldi emettono calore sotto forma di radiazioni elettromagnetiche. Questi termometri si introducono nel padiglione auricolare del paziente per raccogliere, attraverso dei sensori, le radiazioni infrarosse emesse dal timpano e convertirle in un valore di temperatura.
Il vantaggio nell’usare questo tipo di termometri è la velocità con cui si ha una risposta: un secondo. Questo li rende particolarmente adatti per:
- un utilizzo pediatrico, perché i bambini (e le mamme) sono spesso insofferenti a tenere il termometro a lungo;
- quando si deve misurare rapidamente la temperatura a moltissime persone, cambiando solo il coprisonda in plastica monouso,  come in uno scalo aeroportuale, quando si deve isolare le possibili persone malate in arrivo da un volo internazionale, durante una pandemia influenzale.
La velocità ha un però un prezzo: una minore precisione rispetto ad una misurazione classica sotto l’ascella, che richiede però tempi più lunghi e non è adatta all’uso non casalingo, per ovvi motivi igienici.
In una situazione di sopravvivenza che si protrae nel tempo, è utile disporre di un termometro per rilevare la temperatura a un malato, ma non si può affidare questo compito ad uno strumento che funziona a pile, quindi bisogna optare per un classico termometro a bulbo.


lunedì 10 marzo 2014

Attività fisica per contrastare il diabete

categoria: prevenzione delle malattie
Fino ad oggi si è dimostrato che la corsa protegge i maschi dallo sviluppo del diabete di tipo II. Ma oggi è chiaro che la sana abitudine di una valida attività fisica può essere di grande aiuto anche per la popolazione femminile. A dirlo è una ricerca dell'Università di Harvard, condotta rivedendo i dati relativi a poco meno di 100.000 donne. Anche nel gentil sesso lo sforzo fisico regolare, anche dell'intensità del classico jogging può fare da barriera al rischio diabete.

Fonti
  • La Gazzetta dello Sport

mercoledì 5 marzo 2014

Ragni velenosi in Italia

categoria: animali pericolosi per l'uomo

In Italia c'è un solo esemplare di ragno il cui veleno è così potente da uccidere l'uomo. È la malmignatta (Latrodectes tredecimguttatum), che vive nelle zone cespugliose della Sardegna, della Liguria e della Toscana. Nel 1987 uno di questi ragni fu protagonista delle cronache per aver ucciso due persone a Genova.
La Malmignatta è un ragno nero, molto piccolo, con tredici punti rossi sull'addome. Il suo veleno è molto più potente di quello del serpente a sonagli, ma la dose che inietta nella vittima è generalmente bassissima, e non è quasi mai letale: può uccidere solo persone già debilitate o bambini molto piccoli. In caso di puntura, però, è sempre bene ricorrere alle cure ospedaliere.

Sempre nel 1987 una vedova nera, pericolosissimo ragno equatoriale molto simile alla nostra malmignatta, arrivò in Italia nascosta tra centinaia di "tronchetti della felicità", una diffusissima pianta tropicale ora molto di moda in Italia. Prima di essere scoperta fece in tempo a uccidere una donna che aveva ricevuto un "tronchetto della felicità" in dono.
La Vedova nera prende questo nome perché ha l'abitudine di uccidere il maschio dopo l'accoppiamento. È un ragno nero, molto simile alla malmignatta; il suo veleno è potente come quello della malmignatta, ma la dose iniettata è maggiore.

Uso della Valeriana officinalis nei disturbi del sonno

categoria: piante medicinali


L’insonnia è un problema di salute molto diffuso, ma è possibile trovare una soluzione valida rivolgendosi a piante come la Valeriana Officinalis, il cui effetto sedativo è noto dal 18° secolo. La sua azione sembra essere determinata da un effetto di inibizione sui neuroni del sistema nervoso simpatico, mediata dal neurotrasmettitore GABA.



Recentemente è stata pubblicato un articolo che esamina dal punto di vista clinico-statistico una serie di studi che valuta l’efficacia della Valeriana officinalis nell’insonnia.
Sono stati analizzati complessivamente 18 studi clinici randomizzati e controllati (RCT) per un numero complessivo di 1317 pazienti e sono stati valutati i seguenti parametri: miglioramento della qualità del sonno e tempo di latenza prima di prendere sonno, misurato in minuti.

Non si sono registrate differenze significative nel tempo di addormentamento dei soggetti trattati con Valeriana officinalis rispetto a quelli trattati con placebo. Questo dato è in accordo con studi precedenti che hanno ripetutamente dimostrato che la Valeriana officinalis non ha un reale effetto sul tempo di latenza prima del sonno.
E' stato evidenziato come l’estratto di radice di Valeriana officinalis a dosi che vanno da 300 a 600 mg al giorno è in grado di migliorare la qualità del sonno e dare una risposta soddisfacente, soggettiva, nei lievi disturbi del sonno.