giovedì 6 aprile 2017
mercoledì 22 marzo 2017
L'aglio abbassa la pressione, regola il colesterolo e stimola l'immunità
Caregoria:farmaci/integratori di origine naturale
L'aglio abbassa la pressione, regola il colesterolo e stimola l'immunità
Diverse
sperimentazioni hanno documentato che l'aglio ha proprietà
immunomodulanti ed è un fattore protettivo a livello
cardiovascolare. Gli autori di questa ricerca hanno aggiornato una
precedente meta-analisi sull'effetto dell'aglio sulla pressione
sanguigna ed esaminato i suoi effetti sul colesterolo e
sull'immunità. Gli studi clinici randomizzati e controllati che sono
stati inclusi in questa revisione e meta-analisi sono stati ricavati
da ricerca su MedLine. Sono stati inclusi nella meta-analisi 20 studi
(970 partecipanti) che hanno indagato l'effetto dell'aglio sulla
pressione sanguigna. Dalla meta-analisi è emerso che l'aglio ha
ridotto, rispetto il placebo, la pressione arteriosa sistolica di 5,1
+/- 2,2 mm Hg e la pressione arteriosa diastolica di 2,5 +/- 1,6 mm
Hg. L'analisi per sottogruppi ha rivelato, per i soggetti ipertesi
con pressione sistolica/diastolica >140/90 mmHg al basale, una
riduzione significativa della pressione sistolica di 8,7+/- 2,2 mm Hg
e la diastolica di 6,1 + 1,3 mmHg.
Una
meta-analisi, precedentemente pubblicata, ha analizzato l'effetto
dell'aglio su lipidi ematici; questa meta-analisi (39 RCT con 2300
adulti trattati per un minimo di 2 settimane) suggerisce che l'aglio,
se preso per più di 2 mesi da persone con livelli di colesterolo
leggermente elevati [per esempio: colesterolo totale> 200 mg/dl (>
5,5 mmol/L)] è efficace nel ridurre del 10% il colesterolo totale e
quello LDL.
L'aglio
ha inoltre effetti immunomodulanti in quanto aumenta l'attività dei
macrofagi, delle cellule natural killer e la produzione di cellule T
e B. Infine, studi clinici hanno documentato che l'aglio riduce
significativamente il numero, la durata e la gravità delle infezioni
delle vie respiratorie superiori.
I
risultati di questa recensione suggeriscono che i supplementi
nutrizionali a base di aglio possono ridurre la pressione sanguigna
in soggetti ipertesi, regolare le concentrazioni di colesterolo
leggermente elevate e stimolare il sistema immunitario.
L'assunzione
di integratori a base di aglio, ben tollerata dai soggetti studiati,
può essere considerata un'opzione di trattamento complementare per
l'ipertensione, la lieve ipercolesterolemia e la stimolazione
immunitaria.
Ulteriori
studi, condotti a lungo termine, dovranno chiarire l'effetto
dell'aglio sulla morbilità e mortalità cardiovascolare.
Ried
K. Garlic lowers blood pressure in hypertensive individuals,
regulates serum cholesterol, and stimulates immunity: An updated
meta-analysis and review. J Nutr 2016, Feb.
martedì 21 marzo 2017
Colica renale, superiorità del diclofenac nel ridurre il dolore
Categoria: pronto soccorso, colica renale
Colica renale, superiorità del diclofenac nel ridurre il dolore
Il
5% degli accessi al pronto soccorso è per coliche renali che
rappresentano anche oltre il 30% delle urgenze urologiche.
Uno
studio pubblicato su Lancet e condotto su 1644 pazienti il diclofenac
intramuscolo alla dose di 75mg/3ml di diclofenac intramuscolo
costituisce l'opzione terapeutica di elezione per gestire l'emergenza
nel paziente con coliche renali, in grado di ridurre di oltre il 50%
il dolore nel 68% dei pazienti trattati, in confronto al 66% di
quelli che avevano assunto paracetamolo endovena (1g/100ml) e del 61%
con morfina endovena (0,1 mg/kg). Con il diclofenac è stata
riscontrata una minore persistenza del dolore e una ridotta necessità
di ricevere un ulteriore trattamento analgesico a 60 minuti; anche
l'incidenza di effetti avversi rilevata con il del diclofenac è
risultata minore rispetto al trattamento con oppiacei: 1% con
diclofenac e paracetamolo, contro 3% con morfina.
Analgesia for management of renal colic in the emergency department. Lancet 2016 May
Analgesia for management of renal colic in the emergency department. Lancet 2016 May
Oltre
alla classica formulazione da 75 mg intramuscolo è stata preparata
una nuova formulazione aottocutanea a basso dosaggio, 25 e 50 mg, il
cui vantaggio consiste nella possibilità di autosomministrazione e
un più rapido intervento sul dolore.
La quercetina riduce i livelli plasmatici di acido urico
Categoria: farmaci/integratori di origine naturale
La quercetina riduce i livelli plasmatici di acido urico
La
quercetina è un flavonoide particolarmente presente nelle cipolle,
nel tè e nelle mele, in grado di inibire (in vitro) la xantina
ossidoriduttasi, attiva nello step finale della produzione
intracellulare di acido urico. La quercetina potrebbe quindi essere
in grado di abbassare i livelli di acido urico nel sangue, un fattore
di rischio per la gotta, l'insulino-resistenza e il diabete di tipo
2.
Uno
studio di 4 settimane di integrazione orale con quercetina ha
registrato i livelli plasmatici di acido urico e gli effetti sulla
pressione sanguigna e sulla glicemia a digiuno. Si è trattato di uno
studio clinico cross-over, randomizzato, in doppio cieco e
controllato verso placebo che ha coinvolto 22 maschi sani (19-60
anni) con concentrazioni plasmatiche di acido urico ai livelli più
elevati nel range considerato ancora normale. I partecipanti allo
studio hanno assunto una compressa al giorno contenente 500 mg di
quercetina o placebo per 4 settimane, con un periodo di washout di 4
settimane intercorso tra i due trattamenti. Quale misura primaria di
risultato è stata adottata la variazione delle concentrazioni
plasmatiche di acido urico dopo 2 e 4 settimane; quali misure
secondarie i cambiamenti nella glicemia a digiuno, l'escrezione
urinaria di acido urico nelle 24 ore e la pressione sanguigna a
riposo. Dalla sperimentazione è emerso che dopo trattamento con
quercetina le concentrazioni plasmatiche di acido urico sono
risultate significativamente ridotte senza che questo abbia
influenzato la glicemia a digiuno, l'escrezione urinaria di acido
urico e la pressione sanguigna.
Nelle
conclusioni gli autori osservano che la supplementazione giornaliera
con 500 mg di quercetina, contenente la quantità di quercetina
biodisponibile presente in circa 100 g di cipolle rosse, per un
periodo di 4 settimane, ha ridotto in modo significativo le
concentrazioni particolarmente elevate di acido urico presenti in
maschi sani.
Shi
Y, Williamson G. Quercetin lowers plasma urie acid in
pre-hyperuricaemic males: A randomised, double-blinded,
placebo-controlied, cross-over trial. Br J Nutr 2016, Mar
14;115(5):800-6.
lunedì 20 marzo 2017
MALATTIE DA ALIMENTI
categoria: alimentazione
MALATTIE DA ALIMENTI
I germi sono organismi viventi, invisibili ad occhio nudo, presenti nel mondo che ci circonda, nel suolo, nell'acqua, nell'aria e quindi anche sugli alimenti. Alcuni di questi germi sono in grado di determinare malattie (germi patogeni). Le malattie trasmesse attraverso il consumo di alimenti sono di due tipi:
MALATTIE
VEICOLATE DA ALIMENTI
Sono
affezioni causate da germi particolarmente aggressivi (vibrioni del
colera, virus dell'epatite di tipo "A" ecc.) che non
necessitano per dare malattie di moltipllcarsi nell'alimento, in
quanto sono in grado per loro natura di agire per dosi infettanti
molto basse.
TOSSINFEZIONI
ALIMENTARI
Sono
malattie causate da alcuni tipi di germi che necessitano di
raggiungere nell'alimento una concentrazione minima di germe per
grammo nell' alimento per riuscire a causare una malattia. Tali germi
devono contaminare il cibo e avere il tempo sufficiente a
moltipllcarsi in esso.
I
più comuni germi in grado di determinare tossinfezioni alimentari
sono i seguenti:
- StafilococcoIl germe si trova in lesioni banali della pelle (foruncoli, paterecci noti come "giradito", acne, ecc.) e che quindi può essere trasferito sugli alimenti attraverso la manipolazione dei cibi da parte di quel soggetto affetto da tale affezione. Inoltre alberga sovente nella cavità orale e nasale di soggetti portatori1 che lo eliminano con la tosse, lo starnuto ecc. potendo in tal modo contaminare superfici di lavoro, utensili ed alimenti.Portatore Sano di Malattia Infettiva è quel soggetto, che pur in perfetta salute, ospita nel proprio organismo germi patogeni. Proprio perché in buona salute, il portatore non conosce la sua condizione.
- SalmonellaIl germe dimora nell'intestino degli uccelli (piccioni, pollame, ecc.) e per tale ragione contamina spesso le uova e le carni. L'uomo può essere un portatore sano, con il germe che alberga nel suo intestino senza che ciò causi alcun disturbo. Il rispetto delle comuni norme igieniche quando si utilizzano i servizi igienici, non consente al germe di diffondersi.L'uso di sapone liquido, salvietta di carta a perdere e di rubinetterie a pedale allontana il germe che ha contaminato le mani dell'operatore al momento dell'utilizzo del WC; le rubinetterie a comando manuale favoriscono la contaminazione delle mani attraverso l'uso delle manopole.
- Clostridium Perfringens e Clostridium Botulino
Questi
germi si trovano nel suolo e contaminano frequentemente ortaggi,
verdure e le carni degli erbivori.
Il
C. Botulino causa una malattia frequentemente mortale, spesso legata
al consumo di conserve vegetali o animali a debole acidità, alimenti
sottolio o sottovuoto, insaccati. Le conserve a maggior rischio sono
quelle preparate in ambito domestico in quanto le temperature di
cottura (100°C, è la temperatura d'ebollizione dell'acqua, che si
raggiunge con la cottura in pentole normali) non consentono di
eliminare le spore del germe. Nella preparazione artigianale delle
conserve è essenziale pertanto l'uso dell'autoclave (strumento che
consente di raggiungere sottopressione temperature tali da eliminare
le spore).
FATTORI
FAVORENTI LA CRESCITA DEI GERMI
E'importante
conoscere i fattori che favoriscono la crescita dei germi, per
mettere in atto nella pratica quotidiana tutti gli accorgimenti tali
da evitarne lo sviluppo. I fattori favorenti la crescita dei germi
sono i seguenti:
CALORE:
i
germi per vivere hanno bisogno di calore. L'intervallo di temperatura
che favorisce lo sviluppo dei germi è compreso tra + 10°C e + 60°C.
Per tale motivo i cibi deperibili cotti da consumarsi caldi vanno
mantenuti a temperatura di + 60 / 65 °C (piatti pronti, ecc.). Gli
alimenti deperibili da consumarsi freddi (arrosti, ecc.), a
temperatura inferiore ai + 10 °C. Alimenti deperibili a base di
latte, creme, panna o uova vanno tenuti a temperatura Inferiore a +
4°C.
UMIDITA':
costituisce
un fattore essenziale per la crescita dei germi.
APPROVIGIONAMENTO
Controllare
gli alimenti ed in particolare l'integrità di involucri, scatolame,
ecc. Utilizzare prodotti freschi e di buona qualità garantisce che
la quantità di germi presenti nell'alimento sia sempre contenuta. La
cottura a fondo degli alimenti garantisce la morte di tutti i germi.
La temperatura deve raggiungere almeno 73°C nel cuore dell'alimento.
I
germi si possono trasferire facilmente da un alimento all'altro
(contaminazione crociata) attraverso l'uso in comune di superfici di
lavoro, utensili o semplicemente con le mani (quando si trascuri di
lavarsi tra una operazione e l'altra), ad esempio usando lo stesso
coltello per tagliare la carne cruda (e quindi con la presenza di
germi) e carne cotta (ove i germi sono stati eliminati dalla
cottura).
Lo
stesso frigorifero, può essere un luogo di contaminazione tra gli
alimenti quando questi non sono collocati in scomparti separati, con
gli alimenti cotti al di sopra degli alimenti crudi. Disponendo di un
frigorifero occorre seguire le seguenti norme:
-
controllare frequentemente la temperatura del frigorifero, che non
deve mai salire sopra dei 7 °C. La temperatura ottimale è di 3 °C.
I cibi deperibili a base di latte o uova, vanno mantenuti a
temperature comprese tra 0 e + 4 °C;
-
non stipare mai il frigorifero, altrimenti l'aria fredda non circola
liberamente intorno agli alimenti;
-
non collocare cibi ancora caldi in frigorifero, perché questo
innalza della temperatura al suo interno;
-
suddividere l'alimento da riporre in frigo in porzioni piccole e non
usare mai contenitori troppo grandi, perchè le temperature
necessarie per la corretta conservazione dell'alimento sono
raggiunte con ritardo al suo interno, dando ai germi
il tempo di moltiplicarsi. Nel frigorifero i germi non muoiono ma ne
viene rallentato lo sviluppo, che riprende una volta che l'alimento
viene posto a temperatura ambiente.
Le
operazioni di pulizia dei locali e delle attrezzature devono avvenire
al termine della lavorazione degli alimenti, per evitare che i germi
abbiano il tempo di svilupparsi. La pulizia deve seguire alcuni
criteri di base:
-
eliminazione residui: allontanare residui e corpuscoli grossolani di
cibo;
-
detersione: lavare abbondantemente con acqua e sapone (detersione)
al fine di rimuovere le sostanze grasse che aderiscono alle
superfici di attrezzature, utensili e superfici di lavoro. Con tale
operazione si allontana il materiale cosiddetto "sporco" a
cui aderiscono tenacemente i germi;
-
1°risciacquo: procedere al risciacquo con abbondante acqua al fine
di rimuovere il detergente in eccesso ed ogni residuo di materiale
organico;
-
disinfezione: eventuale disinfezione con acqua calda ad 80 °C o
varichina;
-
2°risciacquo: procedere al risciacquo con abbondante acqua per
rimuovere i residui di disinfettante.
domenica 19 marzo 2017
QUANDO NON C'ERA... IL FRIGORIFERO
categoria: conservazione degli alimenti, refrigerazione
QUANDO NON C'ERA... IL FRIGORIFERO
Nella villa di Adriano a
Tivoli (Il secolo d. C.) esiste una galleria scavata nel tufo dove
veniva accumulata la neve ed il ghiaccio raccolta in montagna,
utilizzata per la conservazione dei cibi. Neve e ghiaccio erano
mantenuti sotto strati di paglia, foglie secche o stracci di lana;
queste strutture sotterraneee e di cilindrica, con un'unica apertura
a nord prendono il nome di neviere. L'isolamento termico era favorito
da un cumulo di terreno soprastante e da alberi piantati intorno per
fare ombra.
Dal Rinascimento le
neviere furono costruite in mattoni: le più grandi assomigliavano a
coni rovesciati attorno a cui si costruivano gallerie di deposito.
Tra il '600 e l'800 si
sviluppò un florido commercio di ghiaccio, che veniva venduto di
porta in porta in città.
Il ritorno delle ghiacciaie
In una situazione di
sopravvivenza prolungata, dove non è possibile disporre della
corrente eletrica, la conservazione degli alimenti potrebbe tornare a
essere affidata alle ghiacciaie. Soprattutto
in paesini e case di montagna, dove è possibile raccogliere la neve
in inverno, si possono ottenere dei blocchi di ghiaccio pressandola
per togliere l'aria al suo interno. In pianura l'acqua piovana o
quella dei fiumi, esposta al gelo notturno, può fornire ghiaccio
sufficiente per la conservazione di piccole quantità di cibo.
mercoledì 15 marzo 2017
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