martedì 5 agosto 2014

Lo shock anafilattico


Lo shock anafilattico

Lo shock anafilattico, una delle rea­zioni allergiche più gravi, a volte ad esito fatale, può essere causato dal cibo. La reazione comincia dopo 5-30 minuti dall'assun­zione dell’alimento e si an­nuncia con prurito diffuso, nausea, vomito, fino al collas­so. In caso di emergenza occorre iniettare subito una dose di adrenalina. Un’autoiniettore di adrenalina già pronta all'uso, permette un effetto immediato «salvavita» nei soggetti a rischio dotati di questo farmaco, consentendo loro il tem­po per recarsi in ospedale, per ricevere terapie più complete con cor­ticosteroidi e antistaminici.

Si calcola che lo 0,5 per cento circa degli italiani adulti soffra di allergie ai cibi, men­tre l'incidenza sale fino al 5 per cento tra i bambini. Il più delle volte è difficile identifi­care le sostanze presenti in un alimento già confezionato, cosicché il ri­schio è sempre in agguato.

L’origine della reazione è spesso oscura. In realtà, le vere allergie sono meno diffuse delle forme pseudo allergiche e delle intolleranze alimen­tari. La diagnosi emerge da un'attenta anamnesi che, pe­rò, spesso è vanificata dal tempo che intercorre tra l'as­sunzione di certi cibi e le ma­nifestazioni cliniche. Poco indicativi sono tal­volta i test cutanei e la ricerca delle IgE specifiche nel sangue.

Un'importante con­ferma diagnostica viene dalle diete che possono esse­re o di eliminazione o di scatenamento. Si eliminano cioè dalla dieta, uno alla volta, gli alimenti so­spetti, osservando nel tempo il quadro clinico oppure, si somministra l'alimento so­spetto e si osservano le rea­zioni del paziente in ambien­te ospedaliero.

Le forme pseudoallergiche han­no un quadro clinico spesso simile a quello delle allergie vere e proprie, ma non han­no lo stesso meccanismo immunologico di scatenamento delle IgE. Queste forme sono spesso dovute ad alimenti ricchi di istamina, ad additivi alimenta­ri e a cibi che contengono sa­licilati naturali. La terapia sintomatica è la stessa delle forme allergiche.

I CIBI A RISCHIO DI ALLERGIA

Gli alimenti più frequentemente responsabili della sindrome orticaria-angiodema con meccanismo allergico IgE mediato sono:

- Latte e suoi derivati

- Uova

- Pesci (merluzzo in particolare)

- Crostacei

- Arachidi

- Nocciole

- Noci

- Mandorle

- Soia

- Frumento

...E DI PSEUDOALLERGIA

Alcuni alimenti possono provocare reazioni spesso clinicamente indistinguibili da quelle allergiche, ma sostenute da meccanismi diversi: è il caso dei cibi ricchi o liberatori di istamina:

- Cioccolata

- Arachidi

- Fragole

- Tonno

- Bianco d'uovo

- Pomodori

- Spinaci

- Crostacei

- Alcolici (ricchi di solfiti come vini bianchi, birra)

- Carne di maiale

- Sciroppi e succhi di frutta

- Formaggi fermentati

- Pesci come aringhe ed acciughe

- Insaccati

- Gamberi e crostacei

- Banane

- Ananas

- Frutta secca

- Avocado

- Mais

- Crauti

- Funghi





shock anafilattico

categoria: medicina, pronto soccorso

Lo shock anafilattico è la conseguenza di una grave reazione allergica che segue alla somministrazione di una sostanza estranea all’organismo, detta allergene.
Sono allergeni i farmaci, i veleni inoculati dagli insetti (specialmente imenotteri: api, vespe, calabroni) o dai serpenti, alcuni cibi.
In alcuni rari casi, dopo un primo episodio acuto, intervenuto a breve intervallo di tempo dall’esposizione alla sostanza estranea, si assiste ad un transitorio miglioramento del quadro clinico, seguito poi da una ripresa della sintomatologia.

Sintomi di shock anafilattico
Sintomi di un possibile quadro di shock sono:
- vasodilatazione ed ipotensione (PA max < 90 mmHg o brusca diminuzione di 40 mmHg)
-  tachicardia o bradicardia
-  alterazione dello stato di coscienza
- riduzione del flusso ematico periferico, cute fredda, umida e sudata
- acidosi metabolica
- diuresi < 0.5 ml/Kg/h
- prurito, eritema, orticaria
- perdita di liquidi dai capillari con formazione di edema (a livelllo di cute o laringe)
- spasmo della laringe
- broncospasmo

Quando l’allergene entra in contatto con l’organismo, si stimola la produzione di anticorpi specifici, le immonuglobuline IgE, che fanno scatenare la reazione immunitaria al secondo contatto con la stessa sostanza (reazione di tipo I, IgE mediata). Si scatena la degranulazione cellulare ed il rilascio di mediatori attivi:
istamina, provoca l’aumento della permeabilità capillare, orticaria, arrossamenti cutanei, angioedema, ipotensione;
-  leucotrieni (C4, D4 e E4), hanno spiccata azione broncospastica;
- Fap, attrae le piastrine nella sede della reazione allergica.

Terapia
Gli interventi mirano a mantenere una circolazione sanguigna soddisfacente, una ventilazione adeguata e contrastare la sostanza allergizzante.

Mantenimento della funzione respiratoria:
- garantire la pervietà delle vie aeree
- ossigeno terapia con maschera facciale
- ventilazione assistita con Ambu
- intubazione tracheale
- tracheotomia d’urgenza (presenza di edema di Quincke)

Mantenimento della circolazione sanguigna
incannulare un vaso venoso con ago-cannula ed infusione di liquidi
- ricerca di un secondo accesso venoso

FLUIDI
Soluzioni saline isotoniche, soluzioni saline ipertoniche, Ringer acetato, Ringer lattato
Sostituti del plasma, Destrano, Plasma e derivati, Plasma expander

Monitorare parametri vitali
- ECG
- saturazione O2 transcutanea
- PA
- stato di coscienza

Evitare dispersioni termiche

Farmaci di maggior utilizzo

AMINOFILLINA (AMINOMAL 240 mg / 10 m ) amina simpaticomimetica con attività contrattile sul cuore ed effetti broncodilatatori

ANTISTAMINICI
meccanismo di antagonismo competitivo con i recettori H1 con effetti vascolari (vasocostrizione e diminuzione della permeabilità) e bronchiali (broncodilatazione)
- Prometazina (Farganesse 50mg/2ml) 50-100 mg EV in 3 minuti
- Clorfenamina (Trimeton 40mg/1ml) 40 mg EV lenta

ATROPINA (fl 1mg/1ml) effetti cardiovascolari

CORTICOSTEROIDI
numerosissimi effetti (antiinfiammatori, immunologici, metabolici) sullo shock anafilattico: utili per prevenire il fenomeno dell’anafilassi protratta (ripresa tardiva della sintomatologia), ma non sono efficaci nel trattamento dell’episodio acuto
Idrocortisone (Flebocortid) o Metilprednisolone (Urbason)

DOPAMINA e DOBUTAMINA

ADRENALINA