sabato 7 febbraio 2015

recensione libro: Guida alla sopravvivenza Guido Dalla Casa


Guida alla sopravvivenza
Imparare ad essere autosufficienti

Guido Dalla Casa
Casa editrice MEB 1989

Presentazione del libro:

La civiltà industriale odierna, che vive sulla crescita e si basa su non-cicli, ha scarse probabilità di sussistere ancora a lungo. Il suo avvicinamento ai limiti globali dei sistema è ormai rapidissimo.
Nell'ottica di una prossima fine della civiltà tecnologica e dei consumi, questo manuale vi insegna a costruirvi una sopravvivenza accettabile, dal punto di vista non solo strettamente materiale, ma anche psicologico e culturale.
Se vengono a mancare negozi, rifornimenti, servizi, strutture, come ve la cavate? Questo manuale, fra le molte cose, vi dice:
Come procurarvi un rifugio e riscaldarlo
Come raccogliere cibi vegetali naturali
Come allestire un orto senza supporti esterni
Come allevare qualche animale
Come, malgrado tutto, essere sereni e continuare a vivere.

Note personali
Il libro si sofferma sulle tematiche pratiche in maniera precisa, ma abbastanza succinta; il testo è interessante per l’approfondimento psicologico al problema sopravvivenza, l’analisi della nostra società consumistica e le soluzioni da mettere in atto per superare le varie difficoltà che il sopravvissuto deve affrontare.
Veramente interessanti i primi tre capitoli su dove andare, cosa portare con sé e principi di sopravvivenza indefinita. Dissento sulle conclusioni del capitolo 10: principi di autodifesa.

Voto: 7/10

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Indice

Introduzione
Capitolo 1
Dove andare 11

Capitolo 2
Cosa portare con sé, come cavarsela nei primi tempi 16

Capitolo 3
Principi di sopravvivenza indefinita 33

Capitolo 4
Un po' di allenamento 37

Capitolo 5
Le erbe spontanee e i funghi 40

Capitolo 6
L'orto 52

Capitolo 7
L'allevamento 89
Capitolo 8
Le api

Capitolo 9
La pesca 99

Capitolo 10
Cenni di autodifesa 120

Capitolo 11
Lavori di manutenzione 127

Capitolo 12
L'energia 136

Capitolo 13
La piccola comunità 158

Capitolo 14
La sopravvivenza psicologica e culturale 162

Capitolo 15

Conclusioni 169

recensione libro: Manuale di sopravvivenza John Boswell e George Reiger



US. Armed Forces
Manuale di sopravvivenza
A cura di John Boswell e George Reiger
SugarCo edizioni 1981
278 pagine

Titolo originale: “The US Armed Forces survival manual

John Boswell e George Reiger, entrambi ex ufficiali della marina militare americana, laureati presso la SERA SCHOOL (Survival, Evasion, Resistance, and Escape: sopravvivenza, evasione, resistenza e fuga) della Marina sono entrambi veterani delle forze armate e esperti scrittori di opere di divulgazione per la formazione di personale militare specializzato e per la protezione civile.

Presentazione del libro:

Con l'avvento del turismo di massa sulle grandi distanze anche le località, fino a ieri inesplorate, sono oggi accessibili; il «fuoristrada» diventa sempre più popolare, come la tenda, la barca, l'escursionismo, la vita in grandi spazi aperti. Per queste vere e proprie « esigenze » dell'uomo moderno si sono però rese necessarie delle informazioni altamente specializzate per tutte le situazioni impreviste, anche le più difficili e gravi, in cui chiunque potrebbe venire a trovarsi. Tanto più che la tecnologia applicata alle esigenze e ai problemi del ventesimo secolo ha reso l'uomo, nell'antica lotta contro la natura, sempre meno capace di badare a- se stesso, sempre meno autosufficiente. Facciamo qualche esempio: quanti di noi se la caverebbero in situazioni di grave emergenza, di pericolo, in mare aperto, nel bosco, sui monti, in grandi spazi sconosciuti? In altri termini: chi sa sopravvivere? Chi meglio dell'esperto militare americano, avvalendosi di una competenza unica e di una pratica concreta, può spiegare come sopravvivere
nel pericolo, nell'emergenza al civile? Ecco perché dal Manuale di sopravvivenza delle forze armate americane, dalle esperienze della seconda guerra mondiale, della Corea, del Vietnam, dei Berretti Verdi, dei Marines, è stato ricavato questo « libro per la pace », un manuale chiaro, accurato, illustratissimo, accessibile e adatto all'uso civile, per necessità e emergenze impreviste, o per chi — stando comodamente seduto in poltrona — non rinuncia all'invito di fantastiche avventure.

Note personali
Nonostante il tempo trascorso, il libro è ancora attuale.
Come per tutti i volumi che trattano il capitolo del pronto soccorso, le nozioni fornite sono limitate e datate, ma sono comunque un buon inizio per approfondire l’argomento.
Ottime le nozioni fornite per l’orientamento, gli accorgimenti per la sopravvivenza e gli approfondimenti tratteti nelle appendici.
Le tavole di orientamento e diagrammi dell’appendice V sono veramente utili; queste tabelle non si trovano quasi mai in altri manuali di sopravvivenza.

Voto: 8/10

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INDICE
Prefazione
Capitolo primo
Psicologia della sopravvivenza 9
La volontà di sopravvivere, 9
Dove conduce la mente..., 10
Preparazione, 10
Panico e paura, 11
S-A-L-V-A-R-S-I, 11
Solitudine e noia, 14
Sopravvivenza in gruppo, 14

Capitolo secondo
Orientarsi con la carta e con la bussola
Come si legge una carta geografica, 17
Che cos'è una carta geografica?, 17
Informazioni marginali, 19
Le coordinate geografiche, 21
Come orientarsi sulla carta geografica, 24
Direzioni, 24
La bussola, 25

Capitolo terzo
Orientarsi senza carta e senza bussola
Come orientarsi di giorno, 30
Come orientarsi con l'orologio, 34
Come orientarsi col metodo delle ombre uguali, 35
Come orientarsi di notte, 36
Orientamento a senso, 38

Capitolo quarto
In marcia
Tabella di marcia, 41
Orientamento, 42
Tipo di terreno, 42
Attraversare i corsi d'acqua, 47
Segnaletica, 54

Capitolo quinto
Pronto soccorso
Igiene di base, 58
Malattie e infezioni, 61
Norme fondamentali di soccorso - I, 67
Norme fondamentali di soccorso - II, 77
Norme fondamentali di soccorso - III, 82
Come si collocano i feriti, 84
Medicazioni e bendaggi, 84
Ferite gravi, 87
Ustioni gravi, 91
Fratture, 93
Pronto soccorso per emergenze di tipo comune, 99
Trasporto dei feriti, 104

Capitolo sesto
Accorgimenti essenziali per la sopravvivenza
Interventi immediati, 113
Ripari, 115
Condizioni atmosferiche, 119
Pericoli, 121 - Acqua, 124
Come si accende un fuoco, 130
Come si caccia,
145
Trappole, 146
Come si pesca, 150
Piante
commestibili, 155
Vestiario, 169

Capitolo settimo
Come sopravvivere nel deserto
Terreno, 172
Considerazioni immediate, 172
Spostamenti, 172
Ripari, 173
Pericoli ambientali, 174
Pericoli personali, 178
Cibo, 179
Come accendere un fuoco, 183
Vestiario, 183

Capitolo ottavo
Come sopravvivere in mare e sulla costa
Sopravvivenza in mare: considerazioni immediate, 186
Spostamenti e riparo, 188
Pericoli ambientali, 191
Pericoli personali, 200
Acqua, 201
Cibo, 202
Sopravvivenza lungo la costa: terreno e considerazioni immediate, 207
Spostamenti, 207
Ripari 207
Pericoli ambientali, 207
Ricci di mare, gallette, spugne e anemoni, 209
Acqua, 209
Cibo, 209

Capitolo nono
Emergenze impreviste
Procedure d'emergenza in caso di disastro aereo, 217
Attacco nucleare, 220
Disastri naturali, 225

Appendice I, 234
Serpenti velenosi di tutto il mondo
Due o tre cose sui serpenti, 234
Serpenti velenosi: classificazione per generi, 235
Come riconoscere i serpenti velenosi, 237
Serpenti velenosi dell'America settentrionale, 237 Serpenti velenosi dell'America centrale e meridionale, 241
Serpenti velenosi del sud-est asiatico, 243
Serpenti velenosi d'Europa, Africa e Medio Oriente, 246
Serpenti velenosi dell'Australia, della Nuova Guinea e delle isole del Pacifico, 249

Appendice II, 353
Equipaggiamento per la sopravvivenza

Appendice III, 355
Equipaggiamento di pronto soccorso

Appendice IV, 258
Armi di emergenza

Appendice V, 262
Tavole di orientamento e diagrammi
Come stabilire la direzione del nord osservando il sole all'alba e al tramonto, 262
Come determinare la latitudine in base alla durata del giorno, 263
Osservazioni per determinare la latitudine, 263
Come stabilire la longitudine in base al mezzogiorno solare locale, 263
Come stabilire la direzione del nord osservando il sole a mezzogiorno, 265
Come stabilire la latitudine osservando l'altezza del sole a mezzogiorno, 265

LA TOSSE È UN SINTOMO O UNA MALATTIA?

categoria: medicina, pronto soccorso

La tosse, prima ancora di essere l'espressione di uno malattia o di un disturbo, è un riflesso naturale atto, in primis, ad impedire che qualunque corpo estraneo, saliva inclusa, possa imboccare la trachea e raggiungere i polmoni. Un’altra finalità della tosse è quella di liberare le vie aeree dal muco o da qualsiasi particella (pollini, microrganismi, polveri fini) che arrivi fino ad esse.
La tosse acquista invece un significato patologico quando si associa ad altri sintomi, quali per esempio febbre, difficoltà respiratoria, aumento vistoso della quantità e/o dello qualità del catarro. È evidente che le possibilità di conoscere la causa della tosse, ed in particolare verificarne la natura infettiva, consentirebbe al medico di avviare una terapia più idonea in ciascuna situazione.

AUTOMEDICAZIONE PER LA CURA DELLA TOSSE
L'automedicazione offre vari rimedi, sia per la tosse secca sia per quello catarrosa.
Tra i principali sedativi meritano di essere ricordati il destrometorfano, che agisce sul centro della tosse, e il miele, che svolge un'azione lenitiva e contrasta la crescita di vari tipi di batteri.

Per la tosse produttiva è importante l'impiego di un principio ad azione fluidificante, come per esempio l'ambroxolo.

cartine tridimensionali, plastici del territorio

categoria: topografia

Prima dell'avvento dei gps elettronici, con le loro elaborazioni tridimensionali, viste panoramiche ed errori di lettura inferiori al metro, io giocavo con queste vecchie cartine regionali dell'Istituto Geografico De Agostini, Novara " CITTA' E PAESI D'ITALIA - PLASTICI DELLE REGIONI" che mi permettevano di avere un quadro realistico, immediato dell'orografia delle regioni italiane.
Anche adesso che dispongo di un GPS ritengo che perdere un po' di tempo a costruire un plastico con la disposizione delle catene montuose, la direzione prevalente dei corsi di acqua, l'ubicazione dei laghi e le principali opere dell'uomo (strade e ferrovie; insediamenti umani visibili) collegabili a precise coordinate sulla carta, non sia uno sterile esercizio mentale, ma un buon metodo per memorizzare nozioni utili, per trarsi di impaccio in alcune situazioni.
Non sempre si ha un GPS, le pile si scaricano o si ha sottomano un telefonino per chiedere aiuto (se prende il segnale nella zona dove ci si è persi). Nella mia zona, durante i fine settimana, non è raro sentire di cercatori di funghi che si perdono anche vicini casa.


In basso è stampata la scala (1:1250.000 e i colori delle altitudini in metri. L'indicazioni di nord, sud, est e ovest, scritte a penna, sono mie, perché fin da bambino ho sempre avuto problemi a raccapezzarmi  con  le cartine geografiche!!



venerdì 6 febbraio 2015

Ipertensione arteriosa


categoria: medicina 

Che cosa è l'ipertensione arteriosa?
Con il termine di ipertensione arteriosa o "pressione alta" si definisce un aumento anormale della pressione arteriosa. Immaginando l'apparato cardiocircolatorio come un sistema idraulico, il cuore rappresenta la pompa che spinge il liquido (il sangue) per farlo circolare nei tubi (arterie e vene). Con l'aumento della pressione del liquido si crea una forza dannosa sulle pareti dei tubi, la pompa deve aumentare la sua forza per mantenere la circolazione del liquido e la valvola di sfogo (i reni) deve lavorare di più.
I valori della pressione arteriosa variano con l'età, tendendo ad aumentare con il passare degli anni, e nel corso della giornata, risultando più alti al risveglio, tendendo a diminuire durante il giorno, aumentando in caso di sollecitazioni fisiche ed emotive.

Quanti ne soffrono?
Secondo dati dell'Istituto Superiore di Sanità l'ipertensione arteriosa clinicamente significativa è un problema che colpisce in Italia un terzo della popolazione (rispettivamente il 33% degli uomini e il 3 1 % delle donne).

Quali sono i sintomi?
Non sempre l'ipertensione dà sintomi rilevanti e solitamente è scoperta durante un controllo, magari perché il paziente si lamenta con il medico di disturbi generici come mal di testa, affaticamento, difficoltà nella vista, palpitazioni, vertigini, primi segnali dell'ipertensione.

Quale è la causa?
Esistono due tipi d'ipertensione:
- primaria o essenziale quando si ha un rialzo della pressione sanguigna causato da fattori non identificabili;
- secondaria quando è possibile associare una causa ben precisa, es. insufficienza renale, malattie vascolari renali, uso del contraccettivo orale, obesità.

Come si cura?
Terapia non farmacologia
Le modifiche dello stile di vita costituiscono un elemento molto importante nella prevenzione e nel trattamento dell'ipertensione. Tra le modifiche consigliate figurano:
- minor consumo di sale;
- dieta equilibrata e perdita di peso;
- riduzione del consumo di alcool;
- abbandono del fumo;
 aumento dell'attività fisica.

Terapia farmacologia
La farmacoterapia dell'ipertensione prevede il ricorso a diverse classi di farmaci su prescrizione, illustrati in tabella, da prendersi solo ed esclusivamente sotto controllo medico.

Farmaci antipertensivi
Come funzionano
Diuretici
Questi farmaci agiscono sui reni: aumentano l'eliminazione di liquidi, diminuendo così il volume di sangue circolante e la pressione.
Betabloccanti
Agiscono prevalentemente sul cuore e ne diminuiscono la forza di contrazione e il ritmo, abbassando la pressione nella norma e riducendo lo sforzo sopportato da cuore e vasi.
Calcioantagonisti
Come i betabloccanti ma agiscono anche sulle piccole arterie.
Alfabloccanti
Farmaci vasodilatatori, aiutano cioè i vasi sanguigni a rimanere aperti.
ACE inibitori
Prevengono il restringimento dei vasi sanguigni bloccando la produzione da parte del corpo di angiotensina II, un composto che induce costrizione dei vasi periferici e ritenzione di sodio e acqua da parte dei reni.
Antagonisti della angiotensina II 
(sartani)
Impediscono all'angiotensina II prodotta dal corpo di svolgere le sue azioni e inducono vasodilatazione e diuresi (aumentata eliminazione dell'acqua).

Regole d'ore per tenere sotto controllo la tua pressione
Fai controllare regolarmente la tua pressione.
Controlla il peso corporeo e combatti l’obesità.
Se fumatore, smetti di fumare o riduci al minimo le sigarette.
Evita i cibi troppo salati e limita l'assunzione di grassi di origine animale nella dieta (burro, crema, latte intero, formaggi, ecc.).
Assumi alcol con moderazione (2 bicchieri di vino ai pasti o un superalcolico al giorno).
Sforzati di praticare una moderata attività fisica.

Prendi le medicine esattamente prescritte, non saltare mai la dose, neanche per un solo giorno.

giovedì 5 febbraio 2015

ricavare assi di legno dai pallet

categoria: come fare
Le assi di legno dei pallet sono una ottima alternativa, economica al legno da acquistare nei centri di bricolage. Il lavoro di recupero è laborioso, ma si recuperano molte assi di buona qualità. In rete si trovano molti progetti basati sull'utilizzo dei pallet interi o delle assi singole.


Il lavoro con la sega elettrica è decisamente più veloce, ma se la corrente manca o non si vuole investire i soldi per qualcosa di tecnologico, si può sempre usare qualcosa di più manuale. 
Un esempio di quello che si può fare con le assi del pallet




mercoledì 4 febbraio 2015

integratori nello sport: gli aminoacidi ramificati (BCAA)

categoria: medicina
Agli aminoacidi ramificati (BCAA, Branched Chain Amino Acids; leucina, isoleucina e valina) si attribuisce la capacità di rallentare la sensazione di fatica cosiddetta 'centrale' (quella che deriva non dai muscoli bensì dal sistema nervoso centrale) in seguito a esercizio fisico prolungato; la fatica centrale è stata associata a un aumento dei livelli cerebrali di serotonina, dovuto a un maggior passaggio di triptofano libero attraverso la barriera ematoencefalica. Poiché gli aminoacidi ramificati e il triptofano competono per lo stesso tipo di trasporto, si ritiene che l'integrazione dei primi potrebbe ostacolare l'accesso del triptofano libero al cervello e rendere, così, meno probabile l'insorgere della fatica dovuta all'abbondanza di serotonina cerebrale. Un altro vantaggio degli aminoacidi ramificati consisterebbe nella capacità di ridurre la degradazione delle proteine durante l'esercizio fisico intenso, aumentare la massa magra e favorire la produzione di energia. A differenza degli altri aminoacidi, i BCAA sono ossidati dalle cellule muscolari allo scopo di fornire energia alle cellule preposte alla produzione di ATP e fosfocreatina (creatinfosfato, CP).
Durante la contrazione muscolare l'ATP di pronto utilizzo si trasforma in ADP cedendo il radicale fosforico che rende disponibile l'energia, ma non può essere accumulato nel muscolo.
E’ stato accertato che lo sforzo fisico prolungato aumenta il metabolismo dei BCAA, quindi reintegrarne la scorta nell’organismo contribuisce a impedire la degradazione delle proteine, migliorare la performance fisica e mentale e mantenere intatte le riserve muscolari di glicogeno.
Uno degli studi, eseguito da Mittleman e colleghi, ha esaminato, l'effetto dei BCAA sul prolungamento della performance sportiva sotto stress da calore. I partecipanti allo studio hanno pedalato su un ergometro a una temperatura di 34,4° C +/- 1,8° C sino a fatica, bevendo ogni mezzora una bibita a base di BCAA: il tempo necessario al raggiungimento della soglia di fatica è aumentato da 137,0 +/- 12,2 minuti a 153,1 +/- 13,3 minuti, il che ha indotto gli autori dello studio a concludere che gli aminoacidi ramificati aumentino la resistenza in condizioni di stress da calore.
Altri studi hanno valutato l'effetto degli aminoacidi ramificati dal punto di vista della fatica mentale. Blomstrand e colleghi hanno osservato che nel gruppo di soggetti che assumevano BCAA la percezione dello sforzo fisico era minore e il punteggio attribuito alla fatica mentale inferiore. Hassmen e colleghi hanno notato, invece, che l'assunzione di BCAA migliorava la capacità dei soggetti di far fronte a compiti cognitivi impegnativi al termine di una corsa campestre su una distanza di 30 km.
A quanto risulta gli aminoacidi ramificati non comportano effetti indesiderati; un eccessivo consumo potrebbe, tuttavia, diminuire l'assorbimento di altri aminoacidi importanti per l'organismo, nonché aumentare il rischio di disturbi gastrointestinali.
Dosi da assumere

La quantità di assunzione giornaliera non deve essere, di norma, superiore a 5 g (come somma dei tre ramificati). È preferibile il rapporto 2:1:1 rispettivamente di leucina, isoleucina e valina. È consigliabile l'associazione con vitamine B1 e B6, il cui apporto deve essere tale da fornire, per dose consigliata, una quantità delle medesime non inferiore al 30% della RDA (razione giornaliera raccomandata).

integratori nello sport: gli antiossidanti


Dopo l'esercizio fisico intenso si registra un aumento dei radicali liberi e della perossidazione lipidica.
I radicali liberi sono metaboliti reattivi dell'ossigeno, in grado di danneggiare la membrana lipidica e alterarne la struttura proteica (stress ossidativo e danno cellulare). 
Il danno è legato ai tempi di recupero necessari dopo un intenso sforzo fisico se i radicali liberi sono prodotti a un ritmo superiore alla capacità di smaltimento del naturale sistema antiossidante dell'organismo (glutatione perossidasi e superossido dismutasi) e alla presenza nell’organismo degli antiossidanti.
Gli antiossidanti legano e distruggono i radicali liberi; gli antiossidanti più comuni sono le vitamine A, C ed E, e il coenzima Q10.
Gli studi fatti l’apporto di antiossidanti e l’efficacia nel ridurre lo stress ossidativo, come dimostrato dal calo del livello minimo di lipoperossidasi e del rapporto lipoperossidasi/antiossidanti totali.
Ciascuno degli antiossidanti menzionati è associato a potenziali effetti indesiderati.
La vitamina A ad alto dosaggio (10.000-50.000 UI) può causare dolori articolari, irritazione cutanea, cefalea, disturbi gastrointestinali e caduta dei capelli. Dato il suo potenziale teratogeno, inoltre, la quantità massima consentita durante la gravidanza è di 5.000 UI al giorno. La vitamina C ad alte dosi può provocare disturbi gastrointestinali e aumentare il rischio di calcoli renali. Ai soggetti che seguono una terapia anticoagulante si raccomanda cautela nell'assumere vitamina E, in quanto questa tende ad ostacolare l'aggregazione piastrinica prolungando, così il tempo di sanguinamento.
Il coenzima Q10, infine, è stato occasionalmente associato a pirosi, nausea e epigastralgia.
Dosi consigliate
I dosaggi consigliati sono i seguenti: per la vitamina A 3.000 Ul/die negli uomini e 2.300 Ul/die nelle donne; per la vitamina C 90 mg/die negli uomini e 75 mg/die nelle donne; per la vitamina E 22,5 Ul/die in entrambi i sessi; per il coenzima Q10 da 90 a 150 mg/die.