venerdì 19 dicembre 2014

Sopravvivenza: una madre frequenta corso di pronto soccorso e interviene su arresto cardiaco della figlia


Sopravvivenza: una madre frequenta corso di pronto soccorso e interviene su arresto cardiaco della figlia

Arezzo, 19 dicembre 2014 - Una mamma di una giovane cardiopatica si è accorta che la figlia era in gravissime condizioni intorno alle 5.30 di mattina, ma ha avviato le manovre salvavita, imparate in precedenza; contemporaneamente ha allertato la catena del soccorso con una chiamata al 118
L'automedica con il medico e il defibrillatore e partita ed è stato possibile fare ripartire il cuore, che intanto era andato in arresto. Ora le sue condizioni sono stabili.


Da notare:
- la mamma, sapendo le condizioni della figlia, ha frequentato un corso di primo soccorso (prevenzione) ed è stata in grado di attuare le corrette manovre (l'addestramento permette di fare partire le manovre corrette, senza essere bloccati psicologicamente dalla condizione emotiva) 
- la mamma ha fatto una telefonata al 118 permettendo l'arrivo tempestivo di soccorsi avanzati (non è stata interrotta la "catena del soccorso")

           Sicurezza: tecnica di risalita su kayak (terza parte)

sicurezza: tecnica di risalita su kayak


                     Tecnica di risalita su kayak (prima parte)

test di valutazione del dolore toracico

L'università tedesca di Marburgo ha elaborato un test, articolato su cinque punti, che dovrebbe aiutare a capire a una persona se il dolore che prova è causato da problemi alle coronarie. Analizzando un gruppo di 1.200 persone che si sono presentate dal medico di famiglia è stato possibile inquadrare correttamente il sintomo dolore:
-      età superiore a 55 anni per gli uomini e 65 per le donne
-      presenza di malattia cardiovascolare
-      dolore che peggiora con lo sforzo fisico
-      dolore diverso da quello che si prova comprimendo il torace
-      sensazione che il dolore parta dal cuore.

Se ci sono almeno tre di questi cinque segnali, è molto probabile si tratti di infarto o malattia coronarica e non è sbagliato chiamare il pronto soccorso, perché è meglio creare un falso allarme che non intervenire su un infarto, soprattutto se il dolore dura più di dieci minuti e si associa a malessere generale, nausea, sudori freddi.

Corretta alimentazione per gli anziani

Corretta alimentazione per gli anziani

Gli esperti consigliano agli anziani di non farsi mancare nulla a tavola, ma senza esagerare. L'ideale sono cinque piccoli pasti al giorno, varietà e un dolcetto per tenere alto l'umore. Anche accumulare qualche chilo in più con il passare degli anni non aumenta il rischio di ammalarsi, anzi il rischio di mortalità è più basso per chi pesa 3-4 kg oltre il peso ideale, rispetto a chi ne pesa 3-4 di meno. In genere, se per un adulto l'indice di massa corporea è un valore compreso fra 18,5 e 25, per un anziano molto in là con gli anni, il pericolo di ammalarsi si riduce se l'IMC è più vicino a 25, che a 18,5.

La condizione essenziale per affrontare in buona salute l'età avanzata è una corretta alimentazione che garantisce un buono stato nutrizionale, un po' di ginnastica per la mente, un po' di moto per il fisico, una buona rete di relazioni sociali e controlli medici regolari.

L’ambrosia fiorisce: scoppia l’allergia di fine estate

L’ambrosia fiorisce: scoppia l’allergia di fine estate

L'ambrosia è una pianta infestante con il polline più allergenico che esista ed è la causa principale della rinite allergica. Ogni pianta di ambrosia è in grado di produrre fino a un miliardo di grani di polline che sono trasportati dal vento. Sono almeno 300 mila gli abitanti della Lombardia che soffrono di questa allergia, ed è la regione più colpita d'Italia.
Nell’elenco dei pollini allergenici, dopo l’ambrosia si trovano graminacee, parietarie e artemisia.

Il segreto della grande diffusione dell'ambrosia sta nel seme, simile ad un chicco di riso ma con piccolissimi aculei che gli permettono di agganciarsi a tutte le superfici, anche agli pneumatici delle auto.

mercoledì 17 dicembre 2014

La baionetta per pistola: passato e presente

categoria: armi

Laserlyte ha realizzato un "mini survival knife", che grazie alla slitta Picatinny integrata nel manico, si può agganciare ad una pistola diventando una baionetta.
In questo momento sono state studiati due modelli  di lama lunghe entrambe 2,75 pollici (70 mm) e un peso inferiore a 100 grammi, prodotte dalla Ka-Bar®.
Perché parlare di questo mini coltello? Innanzitutto, in alcune situazioni, avere a disposizione una lama qualsiasi è sempre meglio di non averla affatto e doversi arrangiare con qualsiasi altra cosa, come un frammento di vetro, una pietra appuntita o una lattina di birra tagliata in due.
In secondo luogo, una lama di questo tipo, rende molto più difficile a un aggressore, riuscire a sottrarre di sorpresa l’arma in una colluttazione e rappresenta inoltre un valido deterrente, perché inusuale nella posizione e quindi poco studiato anche nell’addestramento alle tecniche di disarmo di un avversario armato.
Terzo argomento a favore: quando si finiscono i colpi a disposizione nel caricatore, resta pur sempre a disposizione una lama già pronta, senza bisogno di cercarla alla cintura.
Per informazioni: www.laserlyte.com.
foto da manuale Laserlyte
Alcuni video presi da youtube che illustrano il montaggio di queste lame sulla pistola:


foto da manuale Laserlyte : sequenza di montaggio/smontaggio



Il concetto di lama collegata all’arma corta non è recente e molti sono gli esempi di armi combinate antiche.


L’apice di questa produzione si è avuto all’epoca della Prima Guerra Mondiale, quando nei furiosi combattimenti corpo a corpo nelle trincee non si aveva il tempo di ricaricare le armi e i soldati si arrangiavano con coltelli più o meno regolamentari, corti badili o appunto lame come queste, agganciate ai revolver Webley (brevetto Pritchard).




martedì 16 dicembre 2014

Farmaci di automedicazione di lievi disturbi del sistema nervoso: il mal di testa (cefalea)

Il mal di testa (cefalea)

Il mal di testa (cefalea) è una patologia attualmente ancora poco nota in cui sappiamo essere coinvolti vari fattori: tensioni muscolari, dilatazioni dei vasi cerebrali e infiammazioni di strutture nervose.
Un mal di testa persistente o ricorrente può indirizzare il paziente dal medico per gli opportuni accertamenti come ad esempio la misura della pressione arteriosa per cercare un picco pressorio ancora fino a quel momento non rilevato.
I mal di testa sono classificati in base a dove si localizza il dolore:
- nell'emicrania il dolore si localizza solo su un lato della testa (emi = metà). L’esordio del dolore riguarda la zona dell'occhio con la comparsa di punti neri scintillanti nel campo visivo (scotomi) e fastidio per l'eccessiva luminosità (fotofobia). L'emicrania classica colpisce le donne con un rapporto di 7/1 rispetto all'uomo. A volte gli attacchi iniziano dopo l’assunzione di alcuni cibi o additivi alimentari
- la cefalea a grappolo inizia dall'occhio e si irradia quindi alla tempia dello stesso lato e talvolta al collo. Sono colpiti prevalentemente gli uomini. Questo mal di testa prende il nome dalla sua evoluzione/distribuzione e anche ….. fa riferimento all’alcol  delle bevande che spesso è chiamato in causa come causa scatenante dell’attacco
- la nevralgia del trigemino è un mal di testa legato all’irritazione del nervo che controlla la muscolatura e la sensibilità del viso. Il dolore, acuto, origina dalla zona di una tempia e si irradia alla fronte, intorno all'occhio, fino al mento. Come nei precedenti tipi di emicrania, possono esservi disturbi della vista che precedono l'attacco
- la cefalea di tipo tensivo è la forma più frequente. Il termine tensivo deriva da osservazioni ormai superate sulla causa della cefalea, ancora non definita.
Il dolore di questa cefalea è descritto dai pazienti come una forte sensazione di compressione della testa, come se questa fosse stretta da una morsa. Il dolore non è pulsante ed è frequentemente bilaterale, anche molto intenso e può essere anche cronico. Comparsa e intensità sono influenzati da stress emotivi, ansia e depressione
- la sinusite è uno stato infiammatorio che interessa i seni paranasali che causa dolore al volto. Il dolore compare soprattutto al mattino per l'accumulo delle secrezioni nelle cavità  (seni paranasali e mascellari) Vedi SINUSITE

I farmaci per il mal di testa
I farmaci si usano per trattare il mal di testa e lenire il dolore, mentre altri sono presi con l’intento di prevenire l'attacco. Molti richiedono la ricetta medica.
I farmaci per l’automedicazione di questa patologia sono antidolorifici spesso associati a caffeina ed ergotamina che agiscono sui vasi sanguigni cerebrali.
L'ergotamina agisce costringendo i vasi sanguigni del cranio la cui dilatazione produce dolore (in alcuni casi si possono verificare effetti collaterali dovuti proprio all'azione vasocostrittrice). La caffeina avrebbe l'effetto di favorire anche l'assorbimento degli altri principi attivi.
Il farmaco per essere efficace deve essere preso precocemente, appena si hanno le avvisaglie dell'inizio del mal di testa.

E’ utile:
- evitare l’assunzione di alcolici, cibi difficili da digerire o per i quali si sospetta una intolleranza (per esempio, certi tipi di vino, formaggi o insaccati).
- tenere un diario delle situazioni che hanno scatenato il mal di testa, l'orario di comparsa e la durata; riferire il tutto al proprio medico.
- riposare in una stanza buia e tranquilla.

- assumere una dieta leggera, con pochi grassi.

lunedì 15 dicembre 2014

Farmaci di automedicazione usati per alcuni disturbi lievi del sistema nervoso: stanchezza o astenia

Stanchezza o astenia

Il "senso di stanchezza" (i medici parlano di astenia) può essere una normale risposta a situazioni  stressanti dal punto di vista fisico e psichico o essere  sintomo di varie malattie, quando la stanchezza persiste senza motivo apparente.

I farmaci usati svolgono molte azioni:
- _ entrano nella composizione delle membrane delle cellule nervose e partecipano alla biosintesi di alcuni neurotrasmettitori (levoglutamina, fosfoserina, levotriptofano)
-  _ levoglutamina e arginina sono aminoacidi importanti del metabolismo cellulare
-     _  la vitamina B12 (cianocobalamina) svolge un ruolo nei processi di accrescimento cellulare e corporeo e di rigenerazione delle cellule del sangue

-      _ l'acido folico è utilizzato dalle cellule del sangue e del fegato.

Farmaci di automedicazione usati per la cura di alcuni disturbi lievi e comuni del sistema nervoso: insonnia

Calmanti e sonniferi

Un persistente stato d’irrequietezza, irritabilità, ansia e insonnia sono un sintomo di disagio psichico che può degenerare in uno stato patologico grave (ossessioni, paure esagerate, sino a veri e propri attacchi di panico) e richiedere l'attenzione di un medico; i sintomi fisici del disagio psichico, detti somatizzazioni (tremori, stanchezza, palpitazioni, tensioni muscolari, alterazioni digestive), contribuiscono a peggiorare lo stato ansioso del paziente che sospetta di soffrire di varie malattie.

Insonnia
Una certa difficoltà a prendere sonno può essere del tutto naturale, quando si ha la mente impegnata in importanti preoccupazioni, ma se questo disturbo persiste, può causare malessere e incidere sullo  svolgimento delle proprie attività quotidiane.

I farmaci sonniferi inducono un sonno che non è uguale e così riposante come quello naturale e il loro uso non è privo di rischi, per cui bisogna provare inizialmente a correggere le cattive abitudini che ostacolano il sonno:
-   - praticare la sera attività fisiche troppo intense
-   - bere troppo caffè e fumare (caffeina e nicotina hanno effetto eccitante)
-   - bere alcolici dopo cena (si altera la qualità del sonno, causa di frequenti risvegli)
-   - concedersi dei “pisolini” durante il giorno e non andare a letto appena si comincia ad avere sonno

I farmaci da banco per dormire sono a base di prodotti di origine naturale come la valeriana, l'escolzia californiana, la passiflora, il biancospino, la melissa ed il tiglio. Sono farmaci ben tollerati, ma anche essi, presi a dosi elevate, non sono privi di effetti collaterali.
Queste molecole possono anche interagire con altri farmaci sedativi, ad esempio alcuni principi attivi contenuti nella valeriana, hanno un'azione simile a quella delle benzodiazepine, noti sonniferi, dato che rinforzano l'effetto di un neurotrasmettitore inibitorio del cervello, il GABA (acido gamma aminobutirrico).
Parlando di buone abitudini, che aiutano a ristabilire un corretto ciclo di sonno/veglia, è descritto:
-   - essere regolari negli orari di sveglia e sonno
- - bere una tazza di latte tiepido (ricco di triptofano, una sostanza che concilia il sonno)
-  - leggere qualche pagina di un libro, ascoltare un po' di musica distensiva per distrarre la mente dalle preoccupazioni della giornata
-  - praticare prima di coricarsi qualche esercizio di rilassamento 
-  - fare un bagno caldo
-  - bere tisane con effetto calmante

Russare disturba il sonno e causa anche pericolose apnee durante il sonno: tentare qualcosa usando i “cerottini” che divaricano le narici, le inalazioni con oli balsamici e le instillazioni con soluzione fisiologica.


Il "jet lag" è un disturbo che colpisce alcune persone quando compiono lunghi viaggi che comportano cambi di fuso orario, caratterizzato da senso di disagio e difficoltà ad addormentarsi. In questa situazione l’uso dell’integratore melatonina, può contribuire a risolvere il disturbo.

farmaci per l'automedicazione delle vie respiratorie: allergie respiratorie

Allergie respiratorie

L'allergia è una esagerata risposta a uno stimolo di per sé innocuo. Nel caso delle allergie respiratorie, gli stimoli (detti "allergeni") raggiungono il naso, la gola, i bronchi o gli occhi, scatenando delle risposte difensive esagerate nell'organismo, che hanno l'obiettivo di allontanare questi sostanze estranee, ma innocue: il naso gocciola, si starnuta (rinite), i bronchi si chiudono (asma), si scatena una tosse stizzosa, gli occhi si infiammano e iniziano a lacrimare (congiuntivite). Gli allergeni più comuni sono i pollini delle piante, le spore di alcune muffe, l'acaro della polvere e il pelo degli animali.
La risposta difensiva attuata dall'organismo produce degli anticorpi e coinvolge anche i mastociti, che arrivati nelle sedi del contatto con l'allergene si fanno esplodere, liberando numerose sostanze infiammatorie, tra le quali l'istamina che causa la dilatazione dei vasi sanguigni.

Acari
Gli acari si sviluppano più facilmente dove si accumula la polvere, soprattutto in ambienti umidi e con scarso ricambio di aria.
E' utile usare delle fodere antiacaro per rivestire cuscini e materassi, oppure acquistare cuscini e materassi con imbottiture in fibra sintetica. Lavare spesso lenzuola, federe, coperte e cuscini ed usare regolarmente l'aspirapolvere dotato di filtri HEPA (antiacaro).

Antistaminici
Gli antistaminici agiscono neutralizzando l'azione dell'istamina liberata dalle cellule nel corso delle reazioni allergiche. La loro azione è rivolta verso uno specifico recettore per l'istamina detto H1 (H è l'iniziale in inglese di istamina), impedendo la dilatazione dei vasi prodotta dall'istamina.

Gli antistaminici attivi sul recettore H2 sono farmaci antisecretori usati nell'ulcera gastrica e duodenale e nella iperacidità gastrica (cimetidina e famotidina).

Gli antistaminici sono usati per alleviare le riniti allergiche, le manifestazioni allergiche della pelle e degli occhi e per lenire le reazioni alle punture di insetti; queste molecole sono usate anche in associazione con antinfluenzali, decongestionanti nasali e alcuni antitosse.

Gli antistaminici possono produrre sonnolenza e influenzare la capacità di coordinazione motoria, per cui sono sconsigliati a chi deve guidare. Questo effetto collaterale varia a seconda del soggetto e del farmaco considerato. L'azione sedativa è pericolosamente potenziata dall'alcol.

domenica 14 dicembre 2014

Farmaci di automedicazione per le vie aeree: la tosse

La tosse

La tosse è la rapida espulsione dell'aria contenuta nei polmoni per allontanare possibili sostanze dannose o il catarro dal tratto respiratorio; essendo la tosse un meccanismo difensivo dell'organismo, non va bloccata in modo indiscriminato, ma solo quando è spossante, impedisce di dormire o aumenta l'irritazione delle vie aeree.
Le cause più comuni della tosse sono le infezione dell'apparato respiratorio, allergie, asma, esposizione a sostanze tossiche, il reflusso di acidità gastrica o alcuni farmaci (ad esempio alcuni antipertensivi).
In caso di tosse è utile inalare vapori balsamici con acqua molto calda (fumenti), bere molto per idratare mucose secche (tisane, latte e miele) e dormire tenendo la testa leggermente sollevata.
La disidratazione delle mucose porta alla loro infiammazione e questo è un problema molto frequente nelle persone anziane o comunque nei soggetti che bevono poco (meno di 1,5 litri al giorno).
Se il sintomo persiste ed è accompagnato da febbre e malessere generale, le secrezioni presentano tracce di sangue, è bene rivolgersi al medico.
La tosse può essere accompagnata da catarro (tosse grassa) o essere secca.

Tosse grassa
Nel caso della tosse "grassa", l'infiammazione determina come reazione di difesa dei bronchi un aumento della secrezione di muco (catarro) da parte di alcune ghiandole presenti nella mucosa bronchiale. Il catarro può riempire i bronchi, occludendoli, e ciò stimola il colpo di tosse per eliminare il catarro in eccesso. Più il catarro ristagna nei bronchi più si disidrata, diventando secco, viscoso e difficile da eliminare, costituendo inoltre un terreno ideale per le infezioni batteriche. In questo caso, il farmaco somministrato deve rendere più fluide le secrezioni bronchiali per facilitarne l'eliminazione. Da un punto di vista chimico, II muco è un polimero formato da catene proteiche contenenti residui zuccherini e gruppi molto reattivi chimicamente che formano tra loro legami, conferendo in tal modo consistenza al muco. I farmaci mucolitici agiscono su questi legami rendendo il muco meno viscoso.
I mucolitici possono rompere i polimeri del muco, aumentandone la fluidità e favorendo l'espulsione del catarro con la tosse.
L'uso dei sedativi della tosse è riservato alla tosse secca, non produttiva, particolarmente spossante, tale da impedire il sonno. Se si usano i sedativi indiscriminatamente, anche nel caso di presenza di catarro e si sopprime il riflesso della tosse, s’impedisce all'organismo di allontanare il catarro e questo rallenta la guarigione.

Tosse secca
Nelle prime fasi dell'influenza o di un'infezione bronchiale, si produce una tosse secca senza catarro.

L'infiammazione delle mucose respiratorie stimola il centro nervoso della tosse e questa diventa facilmente "stizzosa", poiché l'infiammazione non si può eliminare con il colpo di tosse e lo stimolo a tossire continua a essere presente. La tosse secca può diventare un disturbo fastidioso e affaticante e, se protratto nel tempo, può produrre lesioni a carico di polmoni e bronchi. In questo caso, i farmaci sedativi della tosse, possono agire su quella parte del cervello dove è situato il centro della tosse, sopprimendola. Alcuni di essi, come la codeina, sono blandi stupefacenti e richiedono una ricetta medica particolare. Quelli di libera vendita comprendono farmaci oppioidi che hanno l'azione antitosse ma non quella stupefacente della morfina, per cui sono liberamente acquistabili; è il caso del destrometorfano, anche in associazione con sostanze diverse (per esempio, antistaminici come triprolidina e doxilamina). Altre sostanze hanno effetto simile: butamirato, dropropizina.

Farmaci di automedicazione delle vie respiratorie: epistassi

Quando il naso sanguina (epistassi)

Nel naso esistono capillari molto fragili che possono rompersi facilmente in caso di aumento della pressione del sangue o dopo starnuti e traumi quindi, episodi frequenti di uscita di sangue dal naso, devono spingere il soggetto ad andare dal medico per un controllo della pressione arteriosa.
Alcuni soggetti sono più predisposti di altri per una costituzionale maggiore delicatezza dei vasi.
Alcuni farmaci, come gli antinfiammatori, possono facilitare l'epistassi perché riducono la capacità di coagulazione del sangue.
In commercio ci sono preparati in crema contenenti un astringente (acido tannico) ed un disinfettante.

Curiosità:

Le narici di solito non funzionano contemporaneamente, infatti, quando dormiamo, la narice corrispondente al lato su cui si è coricati tende a occludersi, mentre rimane aperta l'altra; anche per questo motivo, ogni 1-2 ore si ha l'esigenza di cambiare posizione.