sabato 14 maggio 2016

Jeremy Wade salva un naufrago su isola deserta

categoria: episodi di sopravvivenza

Jeremy Wade salva un naufrago su isola deserta

di  Marcello Guadagnino | Pubblicato sabato, 14 maggio, 2016  Italian fishing TV

 

La troupe di River Monster, il celebre programma televisivo dedicato alla pesca ha salvato un naufrago da un’isola deserta.

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Aveva già detto le sue ultime preghiere. Cosi racconta Jeremy Wade dopo aver salvato da morte certa un uomo rimasto intrappolato per tre giorni su isola deserta nel Nord dell’Australia. La troupe stava girando l’episodio intitolato “Morte in Down Under“. Le riprese ed il ritrovamento sono avvenute nel novembre scorso ma la notizia si e’ diffusa soltanto la settimana scorsa dopo la messa in onda della puntata sul canale americano Animal Planet. Sembra che l’uomo si sia perso dopo essere sbarcato sull’isola in cerca di ostriche. Era da solo e la sua barca sembra sia stata trascinata in mare dalla corrente.  La troupe ha avvistato l’uomo che urlava davanti ad una caverna dove ha passato gli ultimi tre giorni. La prima richiesta dopo il salvataggio e’ stata subito dell’acqua. L’uomo ha accusato anche un colpo di calore e dice di essere rimasto privo di sensi per diverso tempo. Con una temperatura media in quel periodo di 43 gradi l’uomo non avrebbe potuto resistere ancora per molto tempo.

Resistenza agli antibiotici. L'era post antibiotica.

Categoria: farmacologia

Resistenza agli antibiotici. L'era post antibiotica.


Un possibile scenario apocalittico per l'umanità è quello in cui le infezioni sono fuori controllo, divenute resistenti agli antibiotici a disposizione del medico, riportando il mondo, dal punto di vista sanitario, al periodo precedente alla seconda guerra mondiale.


Questo scenario è oggi una minaccia concreta per la salute pubblica mondiale, come più volte ricordato dall’OMS, dalle istituzioni europee e italiane, a causa dell’utilizzo eccessivo e inappropriato di antibiotici per uso umano e veterinario.


Questo allarme mondiale, purtroppo, non ha ancora una grande eco a livello della popolazione, che conserva ancora una grande fiducia nell'efficacia degli antibiotici e insiste in comportamenti errati, come l'autoprescrizione inappropriata o l'interruzione prematura della terapia ai primi segni di miglioramento dei sintomi.

Uno studio è stato effettuato in sette Paesi europei, tra cui l’Italia, e nel dettaglio, su 9.313 pazienti italiani intervistati, il 9% ha affermato di utilizzare gli antibiotici senza ricorrere ad una prescrizione medica e di questi l’87% utilizza le rimanenze di confezioni di antibiotico disponibile in famiglia. Questi comportamenti favoriscono l'instaurarsi delle resistenze nei batteri perché questi si trovano di fronte concentrazioni e tempi di contatto con il farmaco insufficienti a distruggere tutti i patogeni presenti, quindi l'individuo vede solo un iniziale miglioramento dei sintomi, ma non ha debellato la malattia, che si può riaffacciare in un secondo momento, non più controllabile con lo stesso antibiotico.

possibili meccanismi di resistenza microbica agli antibiotici