giovedì 20 novembre 2014

Farmaci di automedicazione impiegati nei disturbi della circolazione

categoria: medicina

trattamento dei capillari dilatati e delle vene varicose

Le vene varicose (varici) sono un problema diffuso e le donne sono le più colpite a causa di specifici fattori di rischio come la gravidanza e le terapie ormonali.
Svolgere scarsa attività fisica, essere in sovrappeso, stare molte ore in piedi o rimanere seduti senza muovere le gambe predispongono il soggetto, nel tempo, ad accusare problemi di circolazione venosa, inoltre si può riscontrare spesso un rapporto di familiarità (genetica) nella comparsa della patologia circolatoria.
Anche usare scarpe e indumenti stretti che ostacolano la circolazione e l'esposizione al caldo, che peggiora la vasodilatazione cutanea, peggiora la sintomatologia.


La pressione del sangue nelle vene delle gambe è diversa secondo la posizione del corpo: distesi la pressione è di pochi millimetri di mercurio (mmHg), ma in piedi, senza camminare, si raggiungono gli 80-90 mmHg.

Il soggetto con problemi circolatori inizialmente accusa stanchezza alle gambe, sensazione di tensione e pesantezza alle gambe, formicolii, indolenzimento e crampi notturni; in seguito appaiono gonfiori alle caviglie. E' successo che il rallentato flusso di sangue fa aumentare la pressione all'interno delle vene, le cui pareti, poco elastiche, non riescono a contenere; la dilatazione dei vasi causa il disallineamento dei lembi delle valvole al loro interno rendendole incapaci di svolgere la loro funzione e causando il ristagno del sangue circolante, la fuoriuscita di liquido (edema) e la comparsa di gonfiore soprattutto alle caviglie.
Sotto la pelle appaiono delle sporgenze (varici), in corrispondenza proprio delle valvole venose divenute inefficienti.


L'alterazione della pressione venosa può inoltre propagarsi anche ai capillari, compromettendo la circolazione del sangue nei vasi cutanei, con comparsa di macchie scure e capillari dilatati, che si presentano come piccoli grovigli rossastri o violacei sede di  bruciore e dolore.
Il perdurare dell'insufficienza venosa, riducendo il nutrimento e l'ossigenazione dei tessuti, rende la pelle secca, sottile, opaca e meno elastica, arrossata e soggetta a prurito; le forme gravi sono caratterizzate da lesioni ulcerative (ferite), infiammazione delle vene (flebite) e ostruzione della vena (embolia).


Norme di comportamento

• Fare regolare esercizio fisico, ma anche solo camminare o fare le scale a piedi può diventare un'ottima abitudine
• Sollevare i piedi in modo ritmico sulle punte, facendo lavorare le caviglie quando si sta fermi (in piedi o seduti) a lungo
• Usare calze elastiche
• Dormire con i piedi un po' più in alto del cuore; bastano pochi centimetri, mettendo un cuscino sotto il materasso
• Effettuare massaggi alle gambe con acqua fredda, risalendo lentamente dal piede verso l'alto utilizzando una spugna o il getto della doccia
• Optare per una dieta ricca di alimenti ricchi di fibre (cereali, frutta, verdura, legumi secchi). 

Terapia
Calze elastiche, scelte in base alla gravità della patologia
Terapia farmacologica a base di sostanze di origine naturale della famiglia dei flavonoidi, che migliorano il tono venoso, aumentano la resistenza capillare, diminuiscono l'edema (riducono la permeabilità) e favoriscono i processi di autoriparazione dei capillari. La somministrazione di questi farmaci può essere locale (uso topico) oppure per bocca (uso sistemico) ed è quasi priva di effetti collaterali.

Piante
mirtilli neri (antocianosidi)
semi dell'ippocastano (escina)
fiori della Sophora japonica (oxerutina)
Centella asiatica (centasina)



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