venerdì 23 gennaio 2015

distillatore solare

categoria: sopravvivenza, acqua

La ditta SIC di Roma aveva prodotto un interessante strumento di sopravvivenza: il distillatore solare DSA Airborne che utilizzava il principio della evaporazione e successiva condensazione per separare l’acqua pura dalle sostanze disciolte nell’acqua marina.
La sorgente di calore era il Sole, mentre la condensazione avveniva sulle superfici interne del distillatore.
Il distillatore DSA si presentava in forma di cono con una larga base di appoggio gonfiabile, per consentire una posizione stabile sulla superficie del mare o a terra.
Quando era ripiegato il distillatore DSA aveva un ingombro di circa 35 x 25 cm e un’altezza di 3 cm; aperto e operativo, le sue misure d'ingombro erano le seguenti: altezza circa 50 cm. e diametro alla base circa 85 cm. Il peso a vuoto era pari a circa 500 gr.
II funzionamento di tale distillatore era molto semplice: si provvedeva innanzitutto a gonfiare la base, utilizzando la bocca o la pompa manuale in dotazione ai gommoni. In seguito si riempiva la sacca-deposito
con acqua di mare, almeno quattro litri e mezzo; il
manufatto si collocava sulla superficie del mare oppure sulla spiaggia
o a bordo del battello.
In pieno Sole la produzione di acqua distillata iniziava entro un’ora, con una resa anche di un litro e mezzo
nelle ore diurne, ma il distillatore continuava a funzionare parzialmente nelle
ore notturne, condensando il residuo vapore formatosi durante la giornata.
Le goccioline d'acqua scorrevano lungo la parete interna del cono e si raccoglievano in un canaletto che girava intorno all'anello circolare alla base e poi, attraverso un tubo, in un sacchetto di raccolta.

L’apparecchio in questione mi risulta che funzionava abbastanza bene in condizioni statiche, appoggiato sulla spiaggia, ma in mare, il moto ondoso creava grossi problemi.

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