sabato 5 marzo 2016

Dispepsia


Categoria: medicina

Dispepsia



La dispepsia è una sindrome di difficile inquadramento e definizione. Attualmente si definisce dispepsia un insieme di sintomi, episodici o persistenti, avvertiti prevalentemente a livello della porzione superiore dell’addome (la fascia che va dalle coste fino alla linea dell’ombelico) e riferibili a disordini del tratto prossimale del tubo digerente, in assenza di una malattia organica, metabolica o psichiatrica che li giustifichi. Alcuni studi hanno messo in evidenza che una percentuale che varia dal 10% al 40% della popolazione generale presenta sintomi cronici o ricorrenti.
Poiché i disturbi spesso sono vaghi e aspecifici, si ritiene vi siano molte cause, ad esempio, alterazioni della secrezione acida gastrica, stress, fattori psicologici, alterata percezione viscerale, alterazioni della motilità gastrointestinale.
Poiché il 70% dei pazienti con questa malattia presenta l’infezione da Helicobacter pylori, è stato ipotizzato che il germe possa avere un ruolo determinante, ma i numerosi studi condotti non sono concordi nel dimostrare la scomparsa dei sintomi dopo l’eradicazione del germe.
Il paziente che lamenta questi sintomi deve iniziare ad analizzare le abitudini alimentari e lo stile di vita per verificare se è possibile modificare qualcosa. Se i provvedimenti adottati non si rivelano risolutivi, si può provare con un farmaco acquistabile in farmacia senza ricetta medica, da utilizzare per 1 – 2 settimane; se non si verificano miglioramenti è necessario rivolgersi al medico, soprattutto se si presentino le seguenti condizioni:
  • diminuzione dell'appetito accompagnata da dimagrimento imprevisto
  • dolore allo stomaco, di tipo insistente e profondo
  • vomito con tracce di sangue o persistente da più di 24 ore
  • problemi di deglutizione
  • percezione di una massa a livello addominale
  • feci molto scure o movimenti intestinali alterati


Per quanto riguarda il primo farmaco da provare, quando i sintomi comprendono dolore gastrico notturno e lontano dai pasti che migliora con l'assunzione di cibo, la scelta potrebbe cadere su un farmaco ad azione antiacida da assumere al bisogno. Se si suppone di avere disturbi della motilità associati a nausea, digestione lenta e senso di gonfiore, meglio optare per farmaci procinetici, come per esempio la metoclopramide che agiscono facilitando lo svuotamento dello stomaco ed esercitando un effetto antinausea. Se infine il paziente lamenta un'eccessiva presenza di aria nel tratto gastroenterico può usare sostanze antimeteoriche. In commercio esistono anche prodotti che hanno un'azione combinata grazie a un mix bilanciato dì principi attivi.
Alcune specialità medicinali in commercio sono in grado di agire su tutti i fronti di intervento principali della dispepsia:
  • pirosi, rigurgito, dolore epigastrico;
  • senso di pienezza gastrica, digestione lenta, nausea;
  • gonfiore epigastrico, tensione addominale, eruttazione.
Queste specialità medicinali contengono:
  • una miscela antiacida tampone, per esempio costituita da citrato dì potassio, acido citrico, acido tartarico e bicarbonato di sodio;
  • un procinetico con azione antiemetica come la metoclopramide;
  • un tensioattivo antischiuma che elimina le bolle gassose, come il dimeticone.

Principali categorie terapeutiche utili nella dispepsia
Antiacidi, efficaci contro il
bruciore di stomaco:
Acido citrico
Acido tartarico
Algeldrato (alluminio idrossido
colloidale)
Alluminio fosfato
Alluminio glicinato
Alluminio idrossido
Calcio carbonato
Magaldrato e magalnato
Magnesio idrossido
Potassio citrato
Sodio bicarbonato
Sodio citrato
Procinetici, utili per aumentare l'effetto propulsivo (peristalsi):
Alizapride
Bromopride
Clebopride
Domperidone
Levosulpiride
Metoclopramide
Antiemetici (antinausea), utili per eliminare la sensazione di nausea:
Bromopride
Dimenidrinato
Domperidone
Metoclopramide
Ondansetrone
Procloperazina
Scopolamina
Sulpiride
Tensioattivi (antimeteorici), utili per eliminare l'aria in eccesso:
Carbone vegetale
Dimeticone

In questi casi, infatti, non dovrà consigliare un prodot­to da banco ma rinviare con urgenza al medico di fa­miglia, allo specialista o eventualmente al pronto soc­corso. In realtà la maggior parte delle volte per i pazienti affetti da dispepsia funzionale, il supporto, la rassicurazione, il controllo dei sintomi e l'osservazio­ne nel tempo sono armi sufficienti che risolvono il problema con minime necessità diagnostiche.

Consigli alimentari
In presenza di disturbi digestivi, è buona regola:
  • mangiare lentamente;
  • adottare una dieta equilibrata da un punto di vista nu­trizionale e ricca di fibre;
  • evitare pasti abbondanti e troppo distanziati tra di lo­ro. Ideali tre pasti nella giornata e due spuntini;
  • evitare i fritti, le cotture prolungate e le salse, soprat­tutto se grasse o piccanti;
  • evitare le bevande fredde o troppo calde, il caffè e il tè a digiuno, i superalcolici;
  • introdurre probiotici e fermenti lattici poiché stimola­no la produzione della flora intestinale.



Quali sono le tecniche di cottura da preferire?
In caso di dispepsia funzionale è consigliabile utilizza­re tecniche di cottura come il forno, la griglia, il vapore, il microonde, la lessatura, lo spiedo o il cartoccio, che permettono la cottura degli alimenti facendo il minimo uso di grasso di condimento.

Alimenti da usare solo se tollerati e da assumere con moderazione
pane fresco con mollica, pane integrale o di segale, grissini integrali
farine integrali, minestre grasse o con legumi interi, polenta
latte concentrato, latte freddo, latte intero, panna
formaggi fermentati e piccanti (pecorino, gorgonzola, brie)
uova sode, fritte, frittata, al tegamino o nella maionese
carni grasse e condite con salse, conservate sotto sale, affumicate, in scatola o marinate pesce grasso: sardine, aringhe, acciughe, anguilla, maccarello, salmone e tutte le preparazioni di pesce fritte, conservate in scatola, affumicate, essiccate, salate
tutti i legumi, le verdure fritte, finocchi, rape, cipolla, aglio, porri, cavolo, cavolfiore, crauti, verza, olive, peperoni
tutta la frutta secca, fichi, castagne, prugne, pesche, datteri, noci, mandorle, nocciole
la frutta acerba, con i semi e con la buccia
vino, birra, acqua gassata, tè e caffè forti soprattutto se a stomaco vuoto, liquori e aperitivi alcolici, tutte le bevande ghiacciate, succhi di frutta acidi (limone, pompelmo, arancia, albicocca)
dolci fritti, di pasta sfoglia, con crema, cacao, cioccolato
gelati e sorbetti
tutti i grassi cotti, soprattutto se cotti a lungo, i fritti, il lardo, lo strut­to, tutte le spezie piccanti, la senape.


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