giovedì 17 agosto 2017

MIGLIO Panicum miliaceum Bianco (Graminaceae)

Categoria: piante medicinali, alimentazione

MIGLIO Panicum miliaceum Bianco (Graminaceae)


Il miglio è un cereale molto antico appartenente alla famiglia delle Graminacee, originaria dell'Asia.
Il Miglio può raggiungere l'altezza di 1,5 metri, ha foglie larghe lanceolate, pelose sul lembo e sulla guaina; l'infiorescenza è una pannocchia grande, lunga, pendente da una parte, formata da spighette glabre, racemose; ciascuna spighetta porta superiormente un fiore ermafrodita ed interiormente uno maschile o neutro; glume a due nervature, l'inferiore più piccola. Il fiore ha tre stami, un ovario glabro con due stimmi piumosi; il seme (cariosside) è piccolo, lucido, liscio, ellittico e di colore diverso a seconda della varietà, anche se quello più conosciuto è di colore giallino.



Il miglio compariva abitualmente sulle tavole nei nostri avi, sfamando già i Sumeri, insieme a orzo, grano, ceci, lenticchie, cipolle, aglio, porri e cetrioli. Anche i Romani gli attribuivano notevole importanza, tanto che i loro esattori scrivevano: «Per oltre 100 anni conservasi il miglio per affermazione di Varrone quando ripongasi in pozzi chiusi», dimostrando sia la diffusione in Italia di questo cereale fin dai tempi più remoti (addirittura dall’Età della pietra, come dimostrano i reperti archeologici), che il suo valore, dato dalla lunga conservabilità e dalle proprietà nutritive.


Il cereale rappresentò, sino all’arrivo del mais, un alimento di base nell’Italia settentrionale, dove veniva consumato sotto forma di polentina e per fare un pane molto buono.


Dopo la scoperta dell’America il miglio fu completamente abbandonato sia nell’Italia settentrionale che in quasi tutta l’Europa e sostituito dal mais importato dal continente americano, venendo relegato a mangime per gli uccelli e pollame, pur essendo un alimento da riscoprire, ricchissimo di nutrienti, in grado di apportare numerosi benefici all’organismo umano.
Ultimamente il miglio è stato riscoperto grazie al suo gusto delicato e all'assenza di glutine che lo rende un alimento consigliato per i celiaci.

PARTI USATE: Frutti (cariossidi).

COMPONENTI PRINCIPALI: Sali minerali (magnesio, fosforo, ferro, silicio). Vitamine (B1, PP). Proteine di elevato valore biologico. Fibre grezze.

ATTIVITÀ FARMACOLOGICA: Integrazione di sali minerali, vitamine ed altri principi nutritivi. Azione trofica sulla cute e sugli annessi cutanei.
IMPIEGO CLINICO: Integrazione dietica di sali minerali e vitamine. Fragilità delle unghie e dei capelli.

EFFETTI COLLATERALI, CONTROINDICAZIONI E SPECIALI PRECAUZIONI D'USO: Non sono noti dalla letteratura effetti collaterali, controindicazioni o particolari precauzioni d'uso alle dosi raccomandate.

COMPOSIZIONE
I componenti principali del Miglio sono rappresentati dai sali minerali (magnesio, fosforo, ferro, silicio); dalle vitamine del gruppo B (e colina); da proteine (10-11%).

ATTIVITÀ BIOLOGICHE ED IMPIEGHI CLINICI DESCRITTI IN LETTERATURA
Le attività biologiche e gli impieghi clinici descritti per il Miglio sono legati al suo contenuto in sali minerali e vitamine del gruppo B:


  • Attività trofica della cute e degli annessi cutanei. Grazie all'apporto di sali minerali e vitamine ed alla presenza di sostanze di elevato valore biologico, il Miglio è da sempre considerato un sorta di alimento "antistress" e di "bellezza" per la sua pretesa - anche se non accertata - azione stimolante sulla pelle, sui capelli, sulle unghie e sullo smallo dei denti. Per questi motivi, il Miglio è utilizzato per ridare vigore e lucentezza ai capelli e alle unghie deboli e fragili e, in generale, per migliorare il trofismo ed aumentare la resistenza degli annessi cutanei. In effetti si tratta indubbiamente di un alimento energetico e vitalizzante, ricco di proteine di elevato valore biologico (circa 10-11%), carboidrati (circa 70%), fibre grezze (circa 7%), lipidi (circa 4%). Più ricco in sali minerali di molti altri cereali, in particolare di magnesio (oltre a fosforo, ferro, silicio), contiene inoltre vitamine, in particolare del gruppo B. lecitina e colina.
  • Integrazione di magnesio. Il magnesio è un elemento minerale essenziale, coinvolto in molte reazioni enzimatiche come cofattore dell'adenosina trifosfatasi (ATPasi). La sua importanza è critica nei processi metabolici endoergonici, nella sintesi proteica e della fosforilazione anaerobica. Il fabbisogno giornaliero di magnesio è di 6 mg/kg/die: poiché gli alimenti più ricchi di magnesio (fagioli, mandorle, banane e cacao) sono relativamente poco impiegali nella nostra dieta, l'apporto dietetico dello ione può non essere sempre sufficiente. La causa più frequente di ipomagnesemia è una eccessiva sudorazione, come conseguenza di un lavoro fisico prolungato in condizioni atmosferiche sfavorevoli (caldo, elevata umidità, etc).\ oppure può essere il risultato di disturbi gastrointestinali o di malattie renali. Una deplezione di magnesio è osservata frequentemente nei pazienti con diabete mellito; nel 15% delle donne in gravidanza; nell'anziano; nel bambino e nel neonato.
  • Vitamine del gruppo B. Il principale uso del complesso vitaminico B è ovviamente rappresentato dalla terapia sostitutiva nelle condizioni di carenza vitaminica, che possono verificarsi a causa di una dieta squilibrata in ogni fase della vita, ma particolarmente nell'anziano, nel bambino e nelle donne in gravidanza ed allattamento. E' da notare infine che le vitamine B hanno attività analgesica e potenziano l'attività di farmaci antiinfiammatori non steroidei somministrati contemporaneamente.

    (Fonte:Guida bibliografica ai più noti fitoterapia ABOCA; web)

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