sabato 6 dicembre 2014

Un cronista descrive quello che è successo a New Orleans (Uragano Katrina, 2005)


categoria: scenari di sopravvivenza urbana

Un cronista descrive quello che è successo a New Orleans (Uragano Katrina, 2005)


Il Superdome in balia delle gang. Un testimone: «Donne e bambini violentati nei bagni. Peggio di un film dell'orrore»

• «Paragonare la vita nel Superdome di New Orleans all'inferno è una mancanza di rispetto per l'inferno, ammesso che esista». Con queste parole Katie Smithson, una turista americana del New Mexico commenta le ore in angoscia e terrore trascorse nello stadio di New Orleans in attesa dell'evacuazione in Texas di migliaia di disperati.
«Per i turisti - ha spiegato Debbie Durso di Washington - l'incubo è finito nel momento in cui è cominciata l'evacuazione a Houston. Ci hanno finalmente permesso di andarcene. Per migliaia di persone, senza mezzi di trasporto o denaro per procurarseli, la tragedia durerà invece ancora parecchi giorni».
Questo soggiorno nell'inferno dei vivi non sarà dimenticato presto. Debbie Durso, che mercoledì sera ha chiesto a un poliziotto dove poteva mettersi al riparo, si è sentita rispondere «va al diavolo, sono fatti tuoi. Qui ognuno deve badare a se stesso».
Un gruppo di studenti inglesi, trovato rifugio nel Superdome, ha raccontato ore da incubo. Cadaveri, stupri, spacciatori di droga che offrivano crack a tutti, una puzza insostenibile e tanta paura. Ceffi da galera non perdevano occasione di insultare i bianchi ostentando alla cintola coltellacci affilati.
«Sembrava il film "Il signore delle mosche" - ha raccontato Jamie Trout -. Un momento era tutto calmo, un secondo dopo si aveva l'impressione di rischiare la pelle in un caos indicibile».
Gli studenti inglesi hanno raccontato d'aver visto l'arresto di un uomo che aveva stuprato un bambino di sette anni in un bagno. Un orrore non isolato. Secondo il Los Angeles Times anche due donne ed una bambina sono state violentate. I morti, tra gli sfollati costretti a vivere tra cumuli di feci, Sono almeno sette. Quando gli studenti inglesi, poi, si sono offerti di dare una mano per pulire i lavandini dei bagni ormai stracolmi, sono insultati e minacciati. «Eravamo così spaventati - ha raccontato una ragazza - che la notte ci siamo disposti in cerchio. Le ragazze al centro, i maschi ai bordi con una barriera di sedie da usare per protezione.
I circa 30mila sfollati che hanno trascorso quattro giorni nel Superdome hanno subito violenze morali e fisiche da parte di giovinastri in squadre che hanno anche distrutto gli impianti dello stadio. «Hanno sfasciato i distributori di bibite - ha raccontato Essie Alien - e se ne sono impossessati senza ovviamente distribuirle a vecchi e bambini».
Giovedì, quando è iniziata l'evacuazione, sui primi autobus non sono saliti vecchi donne e bambini, come aveva disposto la guardia nazionale, ma giovani teppisti. Le bande che hanno seminato panico nel Superdome non vedevano l'ora di fare la lunga gita in pullman che li avrebbe portati in un luogo dove li attendevano docce, brandine e bagni puliti.
Soltanto nel pomeriggio, quando gli autisti degli autobus hanno fatto notare alle forze dell'ordine l'assurdità della situazione, uomini della polizia militare armati di mitra hanno cominciato a sorvegliare con attenzione la fila di gente in attesa di partire.
Coloro che si presentavano sull'autobus con degli animali sono stati costretti ad abbandonarli.
Il capo della polizia: «Molti agenti disertano, hanno paura». Un religioso: «Siamo come animali, non si riesce a proteggere vecchi e bambini»
La città è in piena anarchia. La governatrice della Louisiana e il sindaco di New Orleans, impotenti davanti al caos, reagiscono con furia, annunciando d'avere dato alla guardia nazionale la licenza di uccidere.
«Trecento uomini della guardia nazionale dell'Arkansas, reduci dall'Irak sono da stasera a New Orleans. Hanno il mio permesso di ripristinare l'ordine a ogni costo. Sono armati di M16 e hanno il colpo in canna. È gente che sa sparare. Se si presenta la necessità sono più che disposti a farlo. Mi aspetto che lo facciano».
Il sindaco si è scagliato contro l'amministrazione Bush da cui dipendono il FEMA (l'agenzia federale per il coordinamento delle emergenze) e il dispiegamento di militari.
«Abbiamo autorizzato in un baleno 8 miliardi di dollari da mandare in Irak. Dopo l’11 settembre abbiamo concesso poteri inauditi al presidente per soccorrere New York. Qualcuno mi deve spiegare... come mai non si riesce ad autorizzare le risorse necessarie per portare i soccorsi in questa zona dove tra l'altro si produce buona parte del carburante necessario all'intero paese».
L'inefficienza con cui sono gestiti i soccorsi sta creando problemi insormontabili. Gli uomini del FEMA, a New Orleans ormai da tre giorni, hanno in pratica sospeso il lavoro per via degli spari e delle risse che avvengono nei pressi dei centri di distribuzione di cibo e acqua.
«E pazzesco - ha commentato Terry Erbert, capo del programma di emergenza della città - non esiste un centro di comando e nessuno è in grado di imporre controlli. Abbiamo paracadutato aiuti alle vittime dello tsunami nel giro di due giorni ma non siamo in grado di soccorrere New Orleans».
Il colonnello Henry Whitehorn, capo della polizia dello stato della Louisiana ha confessato con rammarico che molti agenti di stanza a New Orleans hanno disertato scappando con le famiglie, altri si sono presentati in caserma per consegnare il distintivo». «È gente - ha spiegato il colonnello Whitehorn - che ha perso la casa e tutto ciò che possedeva. Non se la sente di rimanere in servizio per essere presa a colpi di arma da fuoco e rimetterci magari la pelle».
Giovedì pomeriggio un soldato della polizia militare, aggredito da un teppista che gli voleva rubare il fucile, è rimasto ferito a una gamba.
«Una prigione temporanea - ha annunciato il colonnello Whitehorn - allestita per rinchiudere i fuorilegge sarà pronta a giorni. Non lasceremo il controllo della città a questa gente».

Un elicottero militare che giovedì tentava di atterrare nei pressi del centro congressi per distribuire acqua e cibo ha rinunciato alla manovra per via della folla esasperata che tentava di impossessarsi del carico. I soldati a terra non riuscivano a mantenere l'ordine e le provviste sono state gettate da un'altezza di 4 metri. Vecchi, donne e i bambini non sono riusciti a prendere nulla, mentre forzuti giovinastri facevano man bassa di bottiglie d'acqua e razioni militari.

Il Giornale.it

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