giovedì 15 ottobre 2015

Il coltello da sub

categoria: coltelli, mare

Il coltello da sub


Il subacqueo DEVE avere nella propria attrezzatura subacquea un coltello ben affilato, un “accessorio” raramente utilizzato, ma insostituibile durante un'emergenza.
In immersione non è indispensabile avere un coltello di ampie dimensioni, poiché la sua funzione principale è tagliare e non combattere, inoltre una lunga lama significa maggior ingombro e difficoltà di maneggio in spazi angusti.
Il sub dovrebbe orientare la sua scelta verso un coltello robusto, realizzato con un buon acciaio inox, eventualmente con un doppio tagliente diversificato da liscio a seghettato, per disporre di un'opzione in più qualora si debba tagliare qualcosa di più consistente e massiccio; sono utili anche coltelli con incavature specifiche per tagliare sagole, stringere/allentare dadi o con la punta a cacciavite.


Il panorama delle lame utilizzabili dal sub include anche cesoie e tronchesine, utensili poco ingombranti, che possono essere messi anche in posti dove il coltello risulta ingombrante e, soprattutto, danno la possibilità di recidere, utilizzando una sola mano, cime di diametro consistente.

Anche i coltelli a serramanico  o le lame tagliacintura nate per uso automobilistico possono essere utili perché facilmente riponibili in una qualsiasi tasca.





Nel caso si scelgano queste ultime soluzioni, bisognerà prevedere l’uso di una sagola per non perdere legare l'utensile in caso di apertura accidentale della tasca stessa o al momento dell'estrazione.

Un omaggio ai nostri incursori di marina, i Comsubin.
Le emergenze subacquee risolvibili avendo a disposizione un affilato strumento da taglio
Nelle acque marine e lacustri non è raro imbattersi, nel corso di un'immersione, in reti e lenze ed è facile per il sub imprudente restare aggrovigliato in essi.
Ambienti subacquei particolari come relitti o grotte sono ben più difficili e pericolosi dell'acqua libera.




Intorno ai relitti è frequente trovare reti e lenze abbandonate dai pescatori, incapaci di recuperarle, mentre il sub che penetra al loro interno, può finire nei guai a causa di cavi elettrici, cime, gomene e quant'altro fluttui in quelli spazi bui e angusti. Nelle grotte il pericolo maggiore è rappresentato dal “filo d'Arianna”, la sagola stesa al momento dell'entrata in grotta e per tutto il tragitto dell'immersione, che ha lo scopo di guidare il subacqueo sulla via del ritorno.

Relitti e reti abbandonate
L'esplorazione di relitti sommersi è una delle discipline più amate dai subacquei.
La rete da pesca abbandonata intorno a un relitto, benché descritta dai sub esperti come un ”killer” costantemente in agguato, sembra ingannevolmente immobile, innocua quando ci si imbatte in essa durante l’immersione su di un relitto e più di un sub ha dimenticato i consigli sentiti in superficie e si è avvicinato troppo ad essa, incuriosito dai suoi lenti movimenti ritmici sincronizzati con le correnti o per ammirare le mille forme di vita che nascono e crescono su di essa, come variopinti addobbi natalizi.

La manutenzione del coltello
Il filo della lama va provato appena comprato il coltello e periodicamente ricontrollato o rifatto, magari ricorrendo alle prestazioni di un buon arrotino.
Un coltello può avere poca capacità di taglio perché la manutenzione è stata scarsa o il filo è stato rovinato perché la lama è stata usata per scopi diversi, come attrezzo per scavo o da leva.
Qualche piccolo processo di ossidazione, specialmente in prossimità dell'attaccatura della lama al manico, non è indice di un acciaio di scarsa qualità. Eventuali piccole tracce di ruggine sono normali anche per un buon coltello e si possono rimuovere con carta abrasiva molto fine, avendo l'accortezza di muoverla sempre verso l'esterno della lama.
Purtroppo la capacità di taglio di una lama è inversamente proporzionale alla resistenza all’ossidazione e più essa è ricca di cromo e meno tagliente è il filo.
Il cromo contenuto nell'acciaio inox forma un film sottilissimo di ossido sulla superficie, che non permette l'ossidazione della parte sottostante. Se questo film è rimosso per abrasione, esso si riforma spontaneamente continuando a proteggere la parte sottostante, per il fenomeno della “passivazione”.

In ogni caso anche il coltello inox, benchè notoriamente resistente all'ossidazione, richiede manutenzione: bisogna lavarlo in acqua dolce dopo ogni immersione, asciugarlo e ungerlo con grasso siliconico o di vaselina, per limitare il contatto del metallo con l'acqua e quindi il suo prematuro deterioramento. Periodicamente (di solito a fine stagione) è opportuno asportare l'eventuale strato di grasso ed esaminare accuratamente tutte le parti metalliche, anche quelle nascoste. E’ buona norma controllare anche gli eventuali meccanismi di ritenzione del manico che possono essere in gomma o in tecnopolimero. Quelli in gomma possono essere attaccati dal sale e si degradano con il tempo, quelli in tecnopolimero hanno di solito una piccola molla in acciaio che, pur essendo inox, richiede una piccola forma di manutenzione.

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