domenica 19 marzo 2017

QUANDO NON C'ERA... IL FRIGORIFERO

categoria: conservazione degli alimenti, refrigerazione

QUANDO NON C'ERA... IL FRIGORIFERO

Nella villa di Adriano a Tivoli (Il secolo d. C.) esiste una galleria scavata nel tufo dove veniva accumulata la neve ed il ghiaccio raccolta in montagna, utilizzata per la conservazione dei cibi. Neve e ghiaccio erano mantenuti sotto strati di paglia, foglie secche o stracci di lana; queste strutture sotterraneee e di cilindrica, con un'unica apertura a nord prendono il nome di neviere. L'isolamento termico era favorito da un cumulo di terreno soprastante e da alberi piantati intorno per fare ombra.


Dal Rinascimento le neviere furono costruite in mattoni: le più grandi assomigliavano a coni rovesciati attorno a cui si costruivano gallerie di deposito.


Tra il '600 e l'800 si sviluppò un florido commercio di ghiaccio, che veniva venduto di porta in porta in città.

Il ritorno delle ghiacciaie



In una situazione di sopravvivenza prolungata, dove non è possibile disporre della corrente eletrica, la conservazione degli alimenti potrebbe tornare a essere affidata alle ghiacciaie. Soprattutto in paesini e case di montagna, dove è possibile raccogliere la neve in inverno, si possono ottenere dei blocchi di ghiaccio pressandola per togliere l'aria al suo interno. In pianura l'acqua piovana o quella dei fiumi, esposta al gelo notturno, può fornire ghiaccio sufficiente per la conservazione di piccole quantità di cibo.



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