domenica 2 marzo 2014

Igiene dentale: la prevenzione è tutto quando non si può trovare un dentista

categoria: pronto soccorso

LA PLACCA E IL TARTARO
Le più diffuse malattie del cavo orale sono provocate dalla placca batterica, una patina trasparente costituita da batteri che vivono normalmente in bocca (sono circa 300 specie), muco, residui di cibo e altre sostanze che si depositano sui denti, negli spazi interdentali e sulle gengive. Se non costantemente rimossa, la placca si indurisce in una formazione calcarea ruvida (il tartaro) che, depositandosi al di sotto della gengiva, rende più difficile l'asportazione quotidiana della stessa placca. Per effetto di placca e tartaro le gengive possono infiammarsi, gonfiarsi e sanguinare e risulta aumentata la sensibilità al caldo e al freddo.
Le gengive infiammate tendono a ritrarsi permettendo alla placca di penetrare ancor più in profondità ed aggravare il problema, fino a far perdere ai denti il loro ancoraggio con conseguente caduta: è la cosiddetta periodontite, nota anche come piorrea.

LA CARIE
La placca batterica causa anche la carie, un processo di disgregazione dei denti dalla superficie esterna verso l'interno; lo sviluppo della carie è legato a diversi fattori: batteri, dieta, risposta individuale.
Nel cavo orale sono presenti almeno venti specie microbiche in grado di originare la carie: particolarmente attivo è lo Streptococcus mutans. I batteri determinano la fermentazione dei carboidrati e la formazione di sostanze acide che sono le prime responsabili della demineralizzazione - inizialmente reversibile - cui va incontro la componente inorganica di smalto e dentina; i batteri producono anche enzimi che scindono le proteine presenti nella matrice dentaria.
Gli zuccheri sono gli elementi della dieta che maggiormente favoriscono la carie: l'uomo primitivo, che non ne usava, in sostanza non conosceva questa malattia dei denti. La frutta secca favorisce maggiormente la carie per l'elevata concentrazione in zuccheri a causa della sua disidratazione. Gli amidi (zuccheri complessi), per la loro tendenza ad attaccarsi ai denti, possono essere cariogeni quanto gli zuccheri semplici.
Ogni persona ha una diversa tendenza a sviluppare la carie, in base alla qualità dello smalto e della saliva.

     Le fasi della carie

Fin quando la carie rimane limitata allo smalto - lo strato più superficiale del dente - non si percepisce quasi alcun fastidio. Quando attacca lo strato sottostante (la dentina) il dente diviene sensibile al caldo, al freddo, ai cibi dolci e a quelli acidi. Lo sfondamento della dentina e la conseguente infezione della polpa dentaria, in cui sono contenuti vasi sanguigni e nervi, causa un dolore molto intenso. Nel giro di qualche tempo i tessuti della polpa muoiono, e questo attenua o elimina il dolore, ma poi l'estendersi dell'infezione ai tessuti attorno all'apice della radice dentale può originare un ascesso, che si manifesta con gonfiore e di nuovo dolore.

IGIENE E' PREVENZIONE
Per evitare lo sviluppo di carie, tartaro e lesioni alle gengive, è importante:
- lavarsi i denti dopo ogni pasto e passare il filo interdentale ogni giorno, il che riduce la formazione della placca e previene le gengiviti
-  bere acqua ricca di fluoro (elemento che rinforza lo smalto) e usare un dentifricio fluorato: la prevenzione data dal fluoro contro la carie funziona a qualunque età
- evitare di mangiare molti zuccheri e carboidrati

- mangiare frutta e verdura ricca di fibre durante la giornata stimola la salivazione, che a sua volta favorisce la rimineralizzazione della superficie dei denti affetti da un inizio di carie.

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